Gran Tour degli Autori

Sei grandi viaggi alla scoperta dei luoghi della Tuscia, una terra che non cessa di stupire


Gran Tour del viterbese 1993

Gran Tour del viterbese 1994 Gran Tour degli Etruschi 1996 Gran Tour delle periferie romane 1997 Gran Tour dell'Appia Antica 1998

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di Giacomo Mazzuoli e Giuseppe Moscatelli

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Primo Grand Tour degli Etruschi A.D. 1995: Tarquinia, Pyrgi, Cerveteri, Veio
  Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Etrusco di Tarquinia   Museo di Tarquinia, scena di sesso su ceramica   La necropoli di Monterozzi a Tarquinia   Soriano nel Cimino, Fonte Papacqua   La tomba dei Giocolieri
Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Etrusco di Tarquinia Museo di Tarquinia, scena di sesso su ceramica La necropoli di Monterozzi a Tarquinia La tomba dei Leopardi La tomba dei Giocolier

Nell’estate del 1995 i nostri autori iniziarono quel processo di affinamento dei loro interessi storico-culturali che li porterà negli anni a seguire a concentrare la loro ricerca su un particolare aspetto delle emergenze storico-archeologiche della Tuscia, quello inerente la civiltà etrusca. Sarà un lavoro lungo e complesso che darà i suoi frutti in pubblicazioni quali “Testimonianze etrusche della Tuscia” (2005), “Le necropoli rupestri della Tuscia” (2008), “Itinerari etruschi tra Lazio, Toscana e Umbria” (2008) scritte a quattro mani; e in lavori individuali quali: “L’eros degli etruschi. Alle origini dell’erotismo mediterraneo” (2004) di Giuseppe Moscatelli e “Vulci. Le necropoli, la città, il museo (2005) di Giacomo Mazzuoli.

Il Gran tour stava ormai diventando una piacevole consuetudine estiva, una sorta di “tradizione”, per cui in questo anno mettemmo in campo un minimo di programmazione. Sempre Viterbo e la Tuscia naturalmente, ma con un unico tema: gli etruschi.

Prima tappa, inevitabilmente, Tarquinia: l’autentica capitale dell’antica Etruria. La città, che già nel suo nome “moderno” ricorda le antiche origini (dopo aver abbandonato il goffo e per certi aspetti ridicolo nome “Corneto”) presenta una straordinaria concentrazione di testimonianze etrusche, assolutamente uniche nel loro genere. Partiamo dal Museo Nazionale, allestito nel bel palazzo gotico-rinascimetale del card. Vitelleschi, pregevole per il suo elegante cortile dominato da due livelli di portico colonnato. Oltre i famosi “cavalli alati”, bassorilievo in terracotta simbolo della città, ammiriamo i numerosi sarcofagi e fra questi quello eccezionale di Laris Pulenas, l’orgoglioso magistrato etrusco che ci tiene a farci conoscere il suo importante cursus honorum, svolgendo dinanzi ai nostri occhi un rotolo con una delle iscrizioni più significative per la conoscenza della lingua etrusca. Ci rechiamo quindi alla necropoli di Monterozzi,“patrimonio dell’umanità” insieme a quella di Cerveteri, secondo quanto determinato recentemente dall’Unesco. La visita al complesso di tombe dipinte più importante di tutta l’area del Mediterraneo assorbe l’intera mattinata. Non è più possibile - per ragioni di tutela e conservazione - entrare all’interno degli ipogei, che sono ora chiusi da una lastra di vetro. Nondimeno l’esperienza non perde nulla in termini di fascino e attrazione. Prima di dirigersi alla volta di Pyrgi ci concediamo un panino e un caffè, non c’è tempo per un pranzo più articolato.

Arrivati a S. Severa ci accoglie la pioggia, niente di grave, un temporale d’agosto: dalla macchina di G. (sempre la sua... per l’aria condizionata) spuntano gli ombrelli. Ve l’avevo detto che in quest’anno ci eravamo organizzati...

Dell’antica Pyrgi non rimane quasi nulla, a parte il sito dei due famosi templi dove furono ritrovate le celebri lamine d’oro conservate nel museo di Villa Giulia a Roma. Le piogge abbondanti dei giorni precedenti avevano trasformato tutta l’area in una sorta di acquitrino; ci consoliamo concedendoci qualche foto con lo sfondo del castello di S. Severa.

Via alla volta di Cerveteri. La necropoli è una vera disneyland dell’aldilà, un “parco a tema” in cui tutto però è assolutamente autentico. Una città dei morti con le sue vie, i suoi incroci, le sue piazze; i quartieri residenziali e quelli popolari: i grandi tumuli dei nobili ceretani e le tombe a schiera della piccola borghesia; i ricchi ipogei decorati con suggestivi rilievi e le piccole e semplici tombe della povera gente. Non c’è forse altro luogo al mondo in cui si provi in modo così netto la sensazione di trovarsi “altrove”, nel tempo e nello spazio. Scendiamo nelle tombe percorrendo i lunghi dromos scavati nel tufo, visitiamo le celle funerarie, passando dalla luce e dall’afa di agosto alla semioscurità e al fresco di ambienti sotterranei. Decidiamo di visitare anche il museo archeologico cittadino. La città sembra vuota, la grande piazza è deserta, nel museo siamo gli unici avventori. Sotto i nostri occhi scorre una straordinaria abbondanza di reperti, uno accanto all’altro, nessuno tuttavia di eccezionale pregio. I pezzi importanti sono altrove, come gli ori della tomba Regolini – Galassi, conservati nei Musei Vaticani.

Manca ancora una tappa: Veio, ed è lì che ci dirigiamo. Intanto la natura dei luoghi è più aspra e selvaggia di quanto ci aspettassimo, e non mancano scorci suggestivi. Percorrendo un sentiero ci sorprende una cascatella di vivide acque. Un bel semicerchio spruzzante e spumoso di acque trasparenti e leggere. Il sito archeologico vero e proprio ci riserva qualche delusione: sui luoghi non vi è molto da vedere e quel poco rimasto è deturpato da una selva di tubi che vorrebbero rappresentare la parziale ricostruzione del tempio del Portonaccio, nei pressi del quale fu rinvenuto il famoso Apollo in terracotta vanto della coroplastica etrusca. Di un certo interesse, non lontano, gli scavi di una villa romana tra i quali ci aggiriamo sul far della sera.

Il giro è stato più lungo del solito, ed è ora di rientrare. Abbiamo anche ampiamente debordato dal territorio viterbese, per “inseguire” gli etruschi nell’agro romano. Una terra comunque legata alla Tuscia da imprescindibili rapporti di carattere storico, culturale e archeologico.

 Giuseppe Moscatelli

 
 
 
  Il Castello di S. Severa   Un grande tumulo a Cerveteri
Il Castello di S. Severa Un grande tumulo a Cerveteri  
La via degli Inferi a Cerveteri Tumuli etruschi alla Banditaccia di cerveteri  
La via degli Inferi a Cerveteri Tumuli etruschi alla Banditaccia di Cerveteri  

Il cinghiale nella piazza di Cerveteri

Giochi d'acqua presso la città di Veio

Il tempio di Portonaccio a Veio

Il cinghiale nella piazza di Cerveteri

Giochi d'acqua presso la città di Veio

Il tempio di Portonaccio a Veio