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La liturgia corre veloce. E’ terminato il ciclo
natalizio con la manifestazione (Epifania) di Gesù a tutte le genti,
rappresentate dai Magi che vengono dal lontano oriente, a rendere
omaggio al Messia. La tradizione popolare li ha quantificati e
identificati in tre, Gaspare, Baldassarre, Melchiorre. Non arrivarono a
mani vuote ma, dice il vangelo, portarono in dono oro, incenso, mirra.
Utilissimo, per la misera famiglia di Nazareth, un po’ di denaro(oro)per
le esigenze immediate. Ai tempi di Cristo le case erano l’equivalente
per noi di un grottino, un tugurio, con un pagliericcio e un camino;
passavano il giorno all’aperto e la sera si rifugiavano all’interno
insieme agli animali domestici, con il camino acceso, per proteggersi
dai rigori del freddo notturno. Dono tanto delicato dei Magi, l’incenso,
che serviva per mettere alcuni grani sul fuoco e aveva funzione di
deodorante.
L’ultimo dono, la mirra, (da sempre usata in oriente per ungere il
cadavere prima della sepoltura)molto gradita da Maria che al mattino
portava il neonato Gesù all’aperto, lo deponeva in una culla riparata
dal sole cocente, con un telo sostenuto da quattro assi, avendo prima
cosparso il corpicino nudo del bambinello, di mirra, come antidoto alle
zanzare.
Oggi la liturgia ci presenta Gesù che, da buon ebreo, segue la
consuetudine della sua gente e immergendosi nel fiume Giordano si fa
battezzare da suo cugino Giovanni.
I Magi portarono doni a Gesù bambino: noi cosa abbiamo regalato al
Redentore che è venuto al mondo per salvarci? Fortunato tu se almeno hai
promesso di avere pace (con la tua buona volontà) nel tuo cuore, nella
tua famiglia, nel tuo posto di lavoro.
Anche noi ricevemmo un giorno il battesimo con il dono della fede. Nelle
tante e quotidiane contrarietà della vita, ti auguro che quella fede,
anche se fiammella impercettibile, ti aiuti ad uscire dalle tenebre
dello scoraggiamento e della sfiducia. Aggrappati a quella fede che
ricevesti in regalo il giorno del tuo battesimo; sarà l’unica ancora di
salvezza!
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