| Padre Vincenzo Bordo ci manda le sue riflessioni dalla Corea |
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Natale 2009
Una cosa sola desidero in questo Natale… e non è ricevere un regalo pregiato… ma
farmi io stesso regalo a Dio ed ai fratelli più poveri.
Il periodo natalizio è sì un tempo di piacevoli doni ricevuti e attesa di una grande
gioia, ma sono convinto che il solo modo per viverlo nella vera gioia, è rendere se
stessi dono per gli altri condividendo ciò che si è e ciò che si possiede.
Mi sembra che questa sia la radice vera della felicità e lo spirito giusto per
vivere il Natale di Gesù. Il Bimbo Gesù non è venuto per ricevere qualcosa da noi ma
per farsi dono ad una umanità provata e sofferente. La riflessione e la preghiera
sul brano del Vangelo che parla del giovane ricco mi ha aiutato molto a comprendere
il senso profondo di questa festività.
Mentre Gesù usciva per mettersi in viaggio, un giovane gli corse incontro e,
gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo
fare per avere la vita eterna?”
”Tu conosci i Comandamenti: Non uccidere, Non commettere adulterio, Non rubare, Non
dire falsa testimonianza, Non frodare, Onora il padre e la madre”.
Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia
giovinezza”.
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va’, vendi
quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”.
Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti
beni. (Mc.10,17-27)
Questo giovane innanzi tutto riconosce in Gesù la presenza di Dio e davanti a Lui
si inginocchia per adorarlo. Poi afferma di avere osservato tutti i comandamenti fin
dall’infanzia… eppure e’ insoddisfatto. E’ triste. Perché? La risposta mi sembra che emerga chiara dalla risposta di Gesù: non basta
riconoscere Gesù come Dio ed osservare i suoi comandamenti per essere felici ed
avere la vita eterna. Anche tra i nostri fedeli, quanti sono come questo giovane?
Ogni domenica pregano Dio e osservano tutti i suoi comandamenti… eppure quando
escono dalla assemblea domenicale sono melanconici e cupi. Per avere la vita eterna
ed essere felici occorre condividere con gli ultimi quello che si ha - tempo,
denaro, preghiera, interessi; e quello che si è - doni, carismi, entusiasmo, voglia
di vivere, salute, sogni, gioie. “Va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, poi
vieni e seguimi”. Solo condividendo la nostra vita con gli esclusi, solo facendo
dono di noi stessi ai poveri, possiamo provare la gioia vera ed ottenere poi la vita
eterna. Infatti credo che l’essenza del Natale sia entrare nella logica dell’amore
gratuito di Dio, nella dimensione della donazione e della condivisione, e che solo
questa conduce alla vera realizzazione di se stessi ed alla felicità. Allora,
preparandomi a questo Natale, ho sentito forte il desiderio di offrirmi di nuovo,
come ho già fatto nel battesimo e nella chiamata sacerdotale, a Colui che mi ha
chiamato a vivere il dono di questa stupenda vita. Facendomi dono, come l’obolo
della povera vedova, a chi soffre a causa della povertà, dell’abbandono e del
dolore.
Sono certo che questo piccolo ed insignificante regalo, che è la mia esistenza,
verrà accolto ed amato dall’Onnipotente che lo farà germogliare, come il piccolo
grano di senape, quando Lui vorrà e come vorrà.
Sento che questo mio offrirmi ai miei fratelli poveri, che Lui ama e predilige, e
seguire Lui in questo Suo cammino, è segno di speranza e di gioia per molti.
Se tutti noi che ci chiamiamo cattolici e seguaci di Gesù riuscissimo in questo
Santo Natale, non ad aspettarci doni, ma a farci dono per i fratelli più sfortunati,
vedremmo Gesù Bambino felice, incontreremmo tanti cristiani dal volto radioso,
sentiremmo tanta gioia e voglia di vivere nel nostro cuore ed un’alba radiosa
sorgerà in questa tenebrosa e triste società. Carissimi amici, cio’ che vorei condividere con voi in questa lettera e’ la mia piccola esperienza di fede che mi sussurra che non si va in Pradiso ripetendo a memoria bigotte preghiere senza senso ma che il verbo amare nel vangelo si traduce con il verbo dare (non c’è amore più grande che dare la vita; chiunque avrà dato anche solo un bicchiere d’acqua fresca; c’è più gioia nel dare che nel ricevere; chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto …) e solo mettendo in pratica questo potremo entrare nella Vita Eterna.. Cio’ e’ anche la legge della vita: per stare bene ed essere felice l’uomo deve donare se stesso e cio’ che possiede con gioia e generosita’. E’ lo spirito del Natale: non attendere un dono ma a farmi dono per gli altri la’ dove sono chiamato a vivere: famiglia, lavoro, studio, gruppo di appartenenza, parrocchia, orfanatrofio, casa per anziani…Credo che questo sia il modo migliore per vivere il Natale di Gesu’. Auguri di ogni bene e di tanta gioia, Vincenzo |

























