Riflessioni sull'attività missionaria di padre Vincenzo Bordo in Corea
Image

 

  "Mi fa soffrire - mi diceva un caro amico - vederti andare in giro qua e là a fare il mendicante a racimolare fondi per la mensa dei poveri. Spero di diventare abbastanza ricco da poterti aiutare molto di più”. La risposta è stata immediata: “Non sono affatto un povero mendicante. Sono una persona ricca. Sono ricco della gioia che scaturisce dal sentirmi accolto dall’amore misericordioso ed infinito di Dio. Ciò mi dona un cuore libero e felice”. A proposito ricordo una volta quando, partecipando ad un banchetto nuziale, mi sono reso conto che erano avanzate tante deliziose portate e leccornie... Vedendo tutta quella abbondanza, andai dal responsabile del buffet chiedendogli se potevo prendere qualcosa di quei cibi succulenti per i miei ragazzi che avevo lasciato a casa (gestiamo tre Case-famiglia con 25 ragazzi). Il responsabile, ben felice di ciò, mi diede due grandi buste e mi invitò a prendere tutto quello di cui avevo bisogno. Non mi parve vero. Riempii le due enormi buste di carne prelibata, di dolci squisiti, pollo, pesce, riso e pietanze varie per cui i miei ragazzi vanno pazzi.

Un devoto fedele, avendo assistito a quella mia attività predatoria, mi si avvicinò e con un piglio di disgusto mi disse: “Ma padre, un po’ di dignità, almeno per l’abito che indossa. Non si vergogna a fare queste cose...” La risposta fu pronta e decisa: “Sapendo quanto i miei ragazzi amino queste prelibatezze, mi sarei sentito in colpa solo se fossi tornato da loro a mani vuote... questa sarebbe stata per me una grande vergogna!” In tanti immaginano che la mia vita missionaria sia felice e bella perché piena di molte attività importanti da svolgere. Queste persone pensano che siano queste azioni a donarmi soddisfazioni e gioie.

Non è assolutamente così. Al contrario, le opere che svolgo nella mia vita sacerdotale, oltre a quella di fare il mendicante per amore di Gesù, sono 3 o 4 in tutto, non di più, gesti semplici ma che rendono la mia vita felice e ricolma di tanta serenità. La prima e più significativa realtà del mio apostolato è quella di “stare insieme” ai volontari. Lavorare con loro. Grondare dello stesso sudore quando fa caldo. Sentire lo stesso gonfiore alle gambe quando il servizio si fa pesante e non temere di sporcarmi le mani con le salse e gli odori della cucina per servire i poveri. Dopo aver lavorato tutto il pomeriggio fianco a fianco, insieme a loro, verso la fine della serata, quando il servizio sta per finire, passo a fianco di ogni volontario/a e con una mano sulla spalla gli sussurro: “Grazie fratello! Grazie sorella!”.

E’ per il sacrificio e l’impegno di questi uomini e di queste donne che ogni giorno noi possiamo aprire la mensa ed accogliere le 450 persone che si presentano davanti al nostro uscio e offrire loro qualcosa di buono da mangiare. Un altro bell’aspetto della mia vita quotidiana è quello di accogliere i poveri che si presentano davanti al nostro cancello con un profondo e devoto inchino - qui in Oriente, culturalmente, ci si saluta con un inchino, più che con una stretta di mano; è segno di rispetto e di sincera umiltà. Mentre mi inchino, piegando la schiena fino a terra, con un cordiale sorriso dico loro: ”Benvenuti anche questa sera. Spero che la cena vi piaccia. Accomodatevi”. Un’altra bella dimensione del mio impegno missionario si concretizza la sera sul tardi quando, dopo aver messo tutto in ordine e chiuso la mensa, vado a visitare le nostre tre Case-famiglia . Mi fermo un po’ con i ragazzi. Li ascolto. Scambio qualche parola con loro. Poi lasciandoli, ad uno ad uno, faccio una carezza sul viso e do loro la buonanotte.

Infine, a tarda sera, ritorno in comunità. Sistemo tutte le mie piccole incombenze. Mi corico. E nel mio giaciglio, dopo aver messo nel cuore misericordioso del Signore la mia esistenza, mi soffermo a passare in rassegna i grandi doni che Dio mi ha fatto nel giorno appena trascorso... e per ogni evento Gli sussurro con le labbra del cuore: “Ti lodo Signore... per quell’amico che mi hai fatto incontrare ti lodo Signore. Per quella piccola offerta che mi è arrivata ti lodo Signore. Perché i ragazzi stanno bene ti lodo Signore. Per quei sacchi di riso che sono giunti inaspettati ti lodo Signore...” Questo e’ il momento più bello del mio essere missionario: nel buio della notte, nella solitudine della mia camera, rendo testimonianza al Signore per le stupende realtà che Lui realizza ogni giorno nella mia vita. La mia esperienza missionaria non è un frenetico andare, viaggiare, convertire, fare... no, no. E’ essere testimone dell’amore di Dio, dei suoi miracoli e dei segni che Lui mi dona ogni istante. 

Image

E’ convertirmi io per primo per poi testimoniare agli altri, non tanto con le parole, ma con la vita, che il Signore è un Padre buono e che si prende cura di noi, suoi amati figli. Concludendo questa riflessione sul mio impegno missionario, posso dirvi con onesta sincerità che questi pochi gesti che ho raccontato - mendicare per amore; inchinarsi davanti ai poveri dicendo loro”benvenuti”; sussurrare “grazie” ai generosi volontari del Centro con una mano sulla spalla; accarezzare i miei ragazzi prima di mandarli a letto augurandogli la buonanotte; una lode vera e sincera, che si fa preghiera al Signore prima di addormentarmi - rendono la mia vita ricolma di gioia e felicità. Questa è tutta la mia vita missionaria da 20 anni... forse molti rimarranno delusi di una esistenza così insignificante ma poco mi importa. A me basta, e dona pienezza di vita al mio cuore. Anche domani, sicuro dell’amore di Dio, ricomincerò vivendo le mie 3 o 4 piccole cose che rendono grande la mia vita e felice il mio spirito, con il solo desiderio di testimoniare a tutti le meraviglie di Gesù Risorto e vivo in mezzo a noi. Ringraziandovi per il vostro generoso aiuto e la vostra cara amicizia vi saluto con gioia e vi assicuro le mie preghiere,
 

Slideshow Primo piano

castello_abbadia1.jpg
Vulci: visita alla Città e alle sue Necropoli
collegiata05.jpg
Il monumento funerario a Luciano Bonaparte nella Chiesa Collegiata di Canino
leopardi_01.jpg
Le Tombe dipinte di Tarquinia
canino_palazzo_roma.jpg
Tour virtuale di Canino
giugn.jpg
Tour farnesiano della Tuscia
oliofinale.jpg
L'Olio di Canino
PlayPause
previous arrow
next arrow