Alcune riflessioni di Padre Vincenzo Bordo in occasione della Pasqua
Padre Vincenzo Bordo

 

  Carissimi Amici, insieme ad un sincero augurio pasquale vi giunga questa lettera segno di comunione ed amicizia sincera, con affetto, p.Vincenzo Pasqua 2008 Giusto due passi… per un mondo migliore. Dar da mangiare ogni giorno a 400 persone ha un costo economico notevole e le casse del nostro Centro sono al lumicino! Cosi’ mi faccio coraggio, alzo la cornetta e chiamo il parroco di una ricca chiesa della citta’. Questi mi risponde cordialmente e mi da’ l’appuntamento per quel pomeriggio. All’ora stabilita mi presento all’ufficio parrocchiale. Quando sto per entrare il segretario, seduto alla sua scrivania, con una voce piena di stizza, mi grida: “Che vuoi?”. Non faccio in tempo a balbettare qualcosa che la giovane suora che gli e’ accanto rincara la dose: “Chi sei, straniero, non abbiamo nulla per te. Te ne puoi andare”. Sbigottito e sorpreso da una tale accoglienza, affermo timidamente: “Sono padre Vincenzo ed ho un appuntamento con il parroco”. Dire che sono rimasto allibito e indignato da tale reazione e’ dir poco. Certo non indosso una bella giacca e il clergyman nero di ordinanza ma sono pulito e non credo di avere l’aspetto di un terrorista. Mi rendo conto che quella e’ stata una reazione schizofrenica di paura irrazionale davanti ad uno straniero sconosciuto. Ebbene si’, la gente vive in uno stato di inquietudine: immigrati che sbarcano sulle spiagge senza nessun controllo. Estranei di ogni colore che invadono le citta’. Forestieri che fanno circolo nei bar tra gli sguardi sospettosi degli altri avventori …c’e’ il terrore di furti, rapine, stupri…C’e’ timore del diverso, di cio’ che e’ ignoto e non entra nella nostra personale sfera di conoscenze. Ma c’e’ da prendere coscienza, anche, che non si puo’ vincere tale paura con la forza bruta della polizia. Non si puo’ superare l’angoscia di cio’ che mi e’ alieno con le armi micidiali dei soldati. La repressione violenta da sola non basta a contenere questi popoli che ci “invadono”. Infatti la Korea, la nazione nella quale io vivo, ha un esercito forte di 600.000 uomini (In Italia i militari sono 120.000). Una polizia ben organizzata che ha un grande controllo sul territorio. Il confine del Nord e’ protetto da barriere di filo spinato e campi minati. Tutto il resto e’ circondato dall’immenso Oceano Pacifico. Ebbene neanche qui lo Stato riesce a fermare le frotte di immigrati che invadono questi lidi: un campo minato non ferma chi fugge la disperazione dal proprio paese. Le pallottole di un mitra non abbattono il sogno di un giovane. L’angoscia del carcere non attenua i morsi della fame. Non ha paura di morire chi la morte, la sta gia’ vivendo dentro. Allora bisogna lasciare che le cose vadano come vanno senza far niente? Rimanere impassibili di fronte alle miriadi di stranieri che sbarcano sui nostri litorali? Neanche questo e’ giusto. Il primo passo lo deve fare lo Stato garantendo delle leggi giuste che regolino la vita pubblica e che tutti devono rispettare. Poi si tratta di promuovere nei paesi di origine di questi cittadini un sano sviluppo per cui essi possano rimanere nelle loro case senza cercare in altri luoghi sogni impossibili che spesso finiscono in tragedia. La CONDIVISIONE di queste problematiche tra gli Stati puo’ debellare molte tensioni razziali, prevenire tante guerre inique ed egoismi culturali. Poi, pero’, c’e’ un secondo passo da fare, quello a livello personale: ognuno di noi e’ chiamato a vincere la paura con una sana FIDUCIA costruttiva. Infatti solo la FIDUCIA vera e profonda puo’ vincere la PAURA. Ricordo quel racconto nel quale si dice che Gesu’ ed i suoi discepoli erano in una barca quando una grande tempesta si abbatte’ su di loro e mise in pericolo le loro vite. Gesu’, dopo aver calmato la bufera disse ai suoi: “Perche’ avete tanta paura? Voi, non avete ancora fede” (Mc.5.35). Il timore, il disagio non si vincono alzando prepotentemente la voce o impugnando un’arma ma con un buon ottimismo e con un credere pieno di speranza nel Risorto, Signore della Storia. Quell’uomo di colore la’ non e’ un nemico ma un padre di famiglia che desidera dare un pezzo di pane ai suoi figli affamati. Quello slavo la’ non e’ un delinquente accanito ma un giovane che cerca e sogna una vita migliore. Quella ragazza la’ non e’ una prostituta incallita da sfruttare ma una donna che desidera un amore vero ed un futuro piu’ dignitoso di quello che ha lasciato nel proprio paese. Dico questo perche’ anch’io sono straniero nel paese in cui vivo. Alcune volte mi sono sentito discriminato. Altre volte insultato. Qualche volta sono stato brutalmente interrogato dalla polizia e questo mi ha ferito profondamente il cuore come le espressioni udite in quella parrocchia cattolica: “Chi sei? Che vuoi?”: “Sono un figlio di Dio da Lui teneramente amato. Voglio essere accolto, compreso, accettato da te. Esigo che tu condivida, un po’ del tuo tempo, del tuo interesse ed un po’ delle tue risorse con me. Sono un essere umano che come te desidera amare ed essere amato: ho solo questo anelito nella vita. Ecco chi sono, ecco cosa voglio”. In teoria cio’ e’ facile e bello da proclamare ma nella vita quotidiana tutto questo genera CAOS e una grande confusione dove non e’ facile districarsi e capire: cio’ turba ancora di piu’. Ma se ben ricordo, da quello che ho studiato sui libri di scuola, la ricca e gloriosa Europa moderna e’ nata proprio dal caotico scompiglio delle invasione barbariche medievali. Anche allora c’era tanta paura e preoccupazione. Ma lentamente e con sofferenza quel mescolarsi di popoli e culture ha fatto nascere una Europa piu’ bella e vigorosa perche’ arricchita dal genio di quelle nuove razze e dalle loro originali culture. Non e’ forse vero che all’inizio del mondo c’era solo caos e dal quell’infernale disordine l’Onnipotente Dio ha creato un universo stupendo e meraviglioso? Il caos, che tanto ci spaventa, puo’ generare grande angoscia o puo’ essere una occasione nuova, una opportunita’, un punto di partenza, con l’aiuto del Fantasioso Creatore, per una societa’ migliore. Pochi mesi fa ero sull’altare del mio sperduto paesino e concelebravo l’ eucarestia con Aristide, sacerdote africano. Questi e’ un gigante nero di 198 cemtimetri di altezza e 106 Kg di peso. Quando allo scambio della pace Aristide mi abbraccio’, la scena su quell’altare domenicale dovette sembrare proprio buffa agli occhi del fedeli: io piccolo e bianco, lui grande e nero. Aristide con quelle braccia immense mi ha avvolto teneramente e mi sommerso con un affettuoso e sincero abbraccio carico di calore umano. Questa mi sembra possa essere una icona del mondo moderno: i popoli ormai inevitabilmente si stanno mescolando ed incontrando. Si possono incontrare in un amplesso cordiale e fraterno come quello che Aristide mi ha donato sull’altare in segno di pace. Oppure in una stretta mortale di odio e di egoistica gelosia come quella di Caino ad Abele. Questo convergere di culture puo’ generare ricchezza e vita nuova. Al contrario l’inevitabile scontro puo’ portare ad una guerra fratricida; ad un odio senza fine fatto di faide vendicative e sanguinose. Chiediamo allo Stato di fare un passo verso una GENEROSA CONDIVISIONE con i popoli piu’ abbietti, delle leggi piu’ giuste e che siano rispettate da tutti. Ma anche noi facciamo un passo nella FIDUCIA SALVIFICA DI DIO che conduce la nostra Storia… Perche’ Lui e’ Risorto. E’ vivo. E’ presente in mezzo a noi inspirandoci ottimismo senza pari e donandoci speranza coraggiosa. Egli ci sta lentamente conducendo verso la realizzazione del Suo Regno di pace e di amore che cresce per sua forza intrinseca senza che noi sappiamo come cio’ possa avvenire (Mc. 4,26). Il cammino e’ ancora lungo e faticoso ma l’alba della Risurrezione ha gia’ iniziato questo nuovo giorno. Buona Pasqua a tutti noi che siamo stranieri su questa terra.
 

Slideshow Primo piano

castello_abbadia1.jpg
Vulci: visita alla Città e alle sue Necropoli
collegiata05.jpg
Il monumento funerario a Luciano Bonaparte nella Chiesa Collegiata di Canino
leopardi_01.jpg
Le Tombe dipinte di Tarquinia
canino_palazzo_roma.jpg
Tour virtuale di Canino
giugn.jpg
Tour farnesiano della Tuscia
oliofinale.jpg
L'Olio di Canino
PlayPause
previous arrow
next arrow