Gesù sale a nord, lungo il Giordano, per una quarantina di chilometri, fino alle falde dell'Hermon, dove è la sorgente orientale del fiume.
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  Là, qualche chilometro fuori dall'estremo limite nord della Palestina, in Siria, si trova l'attuale Baniyas. Tale piccolo centro, donato da Augusto ad Erode il grande, fu poi ricostruito dal tetrarca Filippo, che diede alla nuova città il nome di cesarea in onore di Augusto. Per distinguerlo però dalla Cesarea di Palestina, questa città fu detta Cesarea di Filippo. La località, per l'abbondanza di acqua, è lussureggiante di vegetazione.

  La popolazione era in maggioranza pagana e di cultura romana. Gesù ha portato gli apostoli in un luogo ideale per un pò di riposo. "Cammin facendo interrogava i suoi discepoli dicendo: Chi dice la gente che io sia? Ed essi gli risposero: Giovanni il Battista,altri Elia e altri uno dei profeti. Ma egli replicò: Ma voi chi dite che io sia? Pietro gli rispose: Tu sei il cristo. e impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno".

  Quanto è bella questa figura di Pietro dal carattere un pò impulsivo, poco riflessivo, ma sempre generosissimo, spontaneo, e sicuro nelle sue espressioni. E ancora una volta Gesù "impose loro di non dire ad alcuno tal cosa di lui. Lo fa per non sovraccaricare gli animi con intempestivi e soprattutto errati entusiasmi di gloria terrena e per non spingere gli avversari a far precipitare gli eventi. E dà agli apostoli il preannunzio esplicito della sua passione. Gesù aveva già altre volte preannunziato in modo oscuro la sua morte, similmente, in modo alquanto oscuro ed implicito, aveva preannunziato la sua passione. Ora, però, per la prima volta, ne parla chiaramente ed apertamente. Sono gli anziani, i sommi sacerdoti, e gli scribi che non lo accettano come Dio e lo condannano. Ritorna in scena Pietro che sconcertato cerca subito delle soluzioni alternative favorevoli.
Ma Gesù non accetta compromessi e lo apostrafa "lungi da me satana!!". Ha ben chiara la sua missine e sa che l'unica via è quella della croce, senza deviazioni o percorsi alternativi.
E quanto dice a Pietro vale per tutti: "se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.." Inutile continuare a proporre al Cristo, come praticamente facciamo noi nella nostra vita quotidiana, di farci stare bene,senza problemi, di godere.. Perchè il Cristo, anche con noi, è così drastico? Perchè sa benissimo che la vera felicità non può essere quella terrena, effimera ed illusoria, ma la vera felicità,senza fine,è quella eterna.

  Signore mio, quanto anche io mi ostino a voler trovare uno spazio di godimento nel mio cammino terreno! A volte, di fronte a problemi e guai di ogni genere, mi sono quasi ribellato contro di te, perchè sei sordo alle mie richieste. Dammi la forza di dirti sempre grazie in ogni evenienza anche negativa, perchè è proprio nel momento del dolore che tu mi dai prova del tuo amore verso di me. Perché ostinatamente mi vuoi un giorno a far parte della felicità senza fine. Mi sento tua creatura; aiutami a saperti dire sempre grazie-sia fatta la tua volontà.
 



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