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Le prime due letture , per noi non addetti ai
lavori , sono di difficile comprensione , perché si tratta di pochi
versetti estrapolati da un contesto che non conosciamo e spesso con un
linguaggio a noi poco congeniale.
La prima lettura di oggi , per esempio , consiste in appena cinque
versetti del profeta Ezechiele che fu fatto prigioniero nel 597 a.c. e
deportato a Babilonia (la Bagdad di oggi ) insieme con la moglie che
nove anni dopo gli muore . Il profeta parla in nome di Dio e incoraggia
il suo popolo , perché , anche nella prova , non smetta mai di confidare
nel suo Signore.
Nella seconda lettura , appena un brano della seconda lettera che Paolo
scrisse agli abitanti di Corinto , dove dice che satana lo schiaffeggia
perché lui non vada in superbia per le rivelazioni avute da Dio.
Allora dice: ”..mi compiaccio nelle mie infermità , negli oltraggi ,
nelle necessità , nelle persecuzioni , nelle angosce sofferte per
Cristo…”
Vorrei permettermi di darti un consiglio : ricordati che la parola di
Dio non è riservata ai sapienti , agli intellettuali , ma è pane di vita
per tutti . Quando ti trovi in chiesa , durante le prime due letture ,
mettiti in atteggiamento di raccoglimento , possibilmente ad occhi
socchiusi . Non importa se percepisci poco di quello che viene declamato
; Dio parlerà direttamente al tuo cuore e quei brani forse poco o nulla
comprensibili , produrranno , per virtù del Signore , nostro Dio , un
grande effetto nel tuo animo .
Poi in piedi per l’ascolto del vangelo di oggi dove Gesù torna a
Nazareth “dove era stato allevato ed aveva trascorso tuta la vita
fino al battesimo nel Giordano , e dove si trovava la sua parentela
”.
Dovette compiere un cammino verso sud-ovest di una cinquantina di
chilometri .
E’ là che i suoi parenti avrebbero voluto ricondurlo quando erano venuti
a prenderlo a Cafarnao , senza riuscire nell’intento ; ora è Gesù stesso
che vi si reca , ma non per sottrarsi alle spossanti fatiche apostoliche
,come volevano i parenti , ma per estenderle al suo paese , insieme ai
suoi discepoli .
Egli vi era già stato all’inizio del suo ministero , prima di andare ad
abitare a Cafarnao , ma fu una visita drammatica , perché i suoi paesani
“ lo spinsero fino al ciglio del monte …per precipitarvelo…”
Adesso tutti sanno della sua fama e dei miracoli che compie ;ma la
istintiva ammirazione viene subito soffocata da una crescente invidia .
E’ di sabato e Gesù si mette ad insegnare nella sinagoga , ai suoi
paesani , che ora esternano tutta la loro invidia e livore con analoghe
espressioni: ”..e chi si crede di essere…capirai.. vuol fare il
maestro... lui che è il falegname.. il figlio di Maria…”
Lo conoscevano bene , perché Gesù , durante i lunghi anni della sua vita
nascosta , aveva lavorato nell’unica bottega artigianale di Nazareth ,
quella di Giuseppe.
Quanto avrà sofferto sua madre per l’ostilità dei suoi concittadini !
Gesù se ne va sconfitto , umiliato , e disse : “..UN PROFETA NON E’
DISPREZZATO CHE NELLA SUA PATRIA , tra i suoi parenti , e in casa sua….”
Fermati un attimo ed applica a te stesso quanto accaduto a Gesù .
Troverai questi fatti di una realtà sconcertante , se li applichi al tuo
ambiente , a tanti tuoi concittadini , al tuo posto di lavoro….
Sarà soltanto la parola di Dio che ti darà sollievo ed equilibrio.
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