VITERBO

 

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di Paola Panetti

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Il palazzo dei Papi di Viterbo

  Il Duomo di S. Lorenzo  La Piazza San Pellegrino Il tipico profferlo viterbese La torre Borgognone
Il Duomo di S. Lorenzo La Piazza San Pellegrino Il tipico profferlo viterbese La torre Borgognone
  La chiesa di S. Sisto  Il chiostro di S. Maria della Verità Un tratto delle antiche mura di Viterbo Chiesa di S. Silvestro (del Gesù)
La chiesa di S. Sisto Il chiostro di S. Maria della Verità Un tratto delle antiche mura di Viterbo Chiesa di S. Silvestro (del Gesù)

La città medievale di Viterbo trae origine probabilmente da un castrum longobardo posto al confine con il ducato bizantino di Roma. Nell'XI secolo divenne comune e nel secolo successivo assunse una notevole importanza a livello locale assicurandosi numerosi castelli del circondario e la città di Ferento nel 1172. Nel 1194 strappò la cattedra vescovile a Tuscania.
Nel secolo successivo, dopo un'aspra lotta tra guelfi e ghibellini e la vittoria dei primi, la città entra nell'orbita dei papi e divenne addirittura sede papale. Uno degli episodi più famosi di questo periodo è l'elezione papale del 1268-1271 che portò Gregorio X al soglio pontificio: i cardinali che dovevano eleggere il successore di Clemente IV erano riuniti da quasi 20 mesi, quando il popolo viterbese sdegnato di tanto indugio, sotto la guida del Capitano del popolo Raniero Gatti, giunse alla drastica decisione di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell'elezione (clausi cum clave), nutrirli a pane e acqua, e scoperchiare il tetto lasciandoli esposti alle intemperie, finché non avessero eletto il nuovo Papa; alla fine i cardinali scelsero il piacentino Tedaldo Visconti, che era arcidiacono di Liegi (quindi neanche prete), che in quei giorni si trovava in Terra Santa per la nona crociata. Il nuovo papa prese il nome di Gregorio X, (1272), e, vista la bontà della "clausura", stabilì con la costituzione apostolica Ubi Periculum che anche le future elezioni papali avvenissero in una sede chiusa a chiave: era così nato il Conclave. Dal 1261 al 1281 in Viterbo si tennero ben cinque elezioni papali.

Durante la stabile presenza dei papi a Viterbo, la città raggiunse il suo massimo sviluppo con l'edificazione di edifici pubblici municipali, torri e chiese. Fu importante per la città trovarsi anche sul percorso di importanti vie di comunicazione quali la via Francigena e la Cassia.

L'esilio avignonese dei papi contribuì alla decadenza della città e al riaprirsi delle lotte interne. Dalla fine del XVI secolo la città segue le sorti dello Stato della Chiesa e vede tramontare del tutto la vocazione internazionale che aveva assunto nei secoli del basso medioevo.

L'evento più importante di Viterbo è il trasporto della Macchina di Santa Rosa. Questa è una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata in metalli leggeri e in materiali moderni quali la vetroresina (che hanno sostituito da diversi anni il ferro, il legno e la cartapesta), alta circa trenta metri e pesante cinque tonnellate. La sera del 3 settembre di ogni ann  la macchina viene sollevata e portata a spalle da un centinaio di robusti uomini detti "Facchini di Santa Rosa" lungo un percorso di poco più di un chilometro articolato tra le vie, talvolta molto strette, e le piazze del centro cittadino. Durante il trasporto, che comincia alle ore 21 e al quale assistono decine di migliaia di persone, le vie interessate vengono oscurate per far risaltare la luce della Macchina. Il trasporto rievoca simbolicamente la traslazione della salma di Santa Rosa, avvenuta nel 1258 per disposizione di Alessandro IV, dall'allora Chiesa di Santa Maria in Poggio alla chiesa di Santa Maria delle Rose.

La macchina di Santa Rosa

   
Il Palazzo dei Papi. Venne costruito su commissione di Raniero Gatti nel 1266 al fine di offrire ai pontefici ospiti della città una dimora sicura. Tale decisione coincise con l’iniziativa intrapresa nel 1257 da Alessandro IV il quale, preoccupato per l’instabilità politica presente a Roma, ritenne opportuno trasferire la sede pontificia in una città, in cui fosse più facile riorganizzare la resistenza guelfa. Per saperne di più...

Il quartiere di San Pellegrino. Il quartiere di San Pellegrino a Viterbo è uno dei siti medioevali più belli e ben conservati d’Italia. Le prime notizie scritte dell’esistenza del vico Borgolungo, così si chiamava allora l’attuale quartiere, risalgono al 1084 e lo comprendono insieme ai vici Squarano e San Pietro all’Olmo nella direttrice di sviluppo verso sud-ovest della Viterbo medioevale. Per saperne di più...
 

Il Duomo di San Lorenzo. La chiesa sorge sul colle del Duomo, ritenuto il più antico nucleo abitato della città di Viterbo, già abitato fin dal tempo degli Etruschi. Ne sono un’eloquente testimonianza alcune pietre arcaiche di un antico pagus all’ingresso della piazza S. Lorenzo, ove oggi sorgono gli edifici più rappresentativi come il Palazzo dei Papi, la casa di Valentino della Pagnotta e la stessa Cattedrale. Attualmente l’edificio è articolato su un impianto basilicale scompartito in tre navate da due file di colonne che sostengono archi a tutto sesto. Questo sistema di supporti è quanto rimane del pregevole edificio eretto nel XII secolo: le basi rispondono al modello classico attico così come i raffinati capitelli, opera di diversi maestri intagliatori che si ispirano ai modelli corinzi o compositi, che alternano citazioni dall’antico -notevoli quelli con i delfini affrontati- a rielaborazioni in senso romanico -raffigurazioni di animali reali come le aquile o fantastici come le sfingi. Nella navata centrale, anche se molto rimaneggiato in un restauro del 1876 che ha portato alla sostituzione di molti dei suoi elementi lapidei, si conserva ancora l’originale pavimento cosmatesco.

Il Profferlo. Il profferlo (dal tardo latino proferŭlum, a sua volta derivato dal greco προφερής, «posto davanti») è un elemento tipico dell'architettura civile del Medio Evo. Sostanzialmente, è costituito da una scala a una sola rampa che corre lungo la facciata dell'edificio. In cima alla scala una piccola loggia che precede la porta di ingresso dell'abitazione. Al di sotto della scala, si apre un mezzo arco che racchiude l'accesso all'ambiente di pian terreno generalmente destinato a bottega, a cantina o, più raramente, a stalla. L'area di maggior diffusione del profferlo è il Lazio, in particolare Viterbo. Se ne possono ammirare di semplici ma suggestivi nelle vie dei quartieri medievali di San Pellegrino e Pianoscarano. Molto più raffinato ed elegante, invece, quello di Casa Poscia in via Saffi.

 

 

 

 

 

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