Presentazione di Giacomo Mazzuoli


Piazza San Pellegrino

  Il quartiere di San Pellegrino a Viterbo è uno dei siti medioevali più belli e ben conservati d’Italia. Le prime notizie scritte dell’esistenza del vico Borgolungo, così si chiamava allora l’attuale quartiere, risalgono al 1084 e lo comprendono insieme ai vici Squarano e San Pietro all’Olmo nella direttrice di sviluppo verso sud-ovest della Viterbo medioevale.
La tipologia edilizia, comune a quella che ha caratterizzato la città tra l’XI ed il XII secolo, presenta principalmente case costruite direttamente sul tufo, senza fondamenta, che si alzano su uno o due piani con un seminterrato scavato nella pietra litoide.

  I muri sono realizzati con blocchi di pietre squadrati rozzamente, ad eccezione di quelli che inquadrano le porte e le finestre. Elemento caratteristico è il cosiddetto profferlo, una scalata addossata al muro, che permette l’accesso dalla strada al piano superiore. Molte abitazioni non hanno accesso sulla strada, bensì su cortili comuni chiamati localmente richiastri.
Un altro tipo di residenza è la casa a ponte che unisce due fabbricati separati da una strada all’altezza del primo o del secondo piano, creando suggestivi passaggi coperti.
Non mancano le torri, tipico elemento di difesa del medioevo.
La Piazza San Pellegrino rappresenta uno degli ambienti più caratteristici e suggestivi dell’intero quartiere. Vi si affacciano il Palazzo degli Alessandri, la Chiesa di San Pellegrino e altre costruzioni a due o tre piani dominate da una casa – torre a quattro piani, Torre Scacciaricci.
Sul lato di fronte alla chiesa campeggia un bel portico a doppio fornice poggiante su due colonne cilindriche e capitelli a foglie d’acqua. Nel complesso l’aspetto della piazza, nonostante i vari rifacimenti che si sono succeduti nel tempo, è comunque unitario e ciò è dovuto all’impiego, sia per gli edifici che per la pavimentazione, di peperino e basaltica, pietre locali di origine vulcanica di uniforme colore grigio scuro.
La chiesa di San Pellegrino è, insieme al Palazzo degli Alessandri, la costruzione più importante e antica della piazza omonima e di tutta la città di Viterbo. Risulta infatti menzionata nei documenti di archivio già nel 1045. Il suo aspetto ha subìto numerosi rimaneggiamenti, il più decisivo nel 1889, ed oggi si presenta con un tetto a capanna, un rosone ed un portale sormontato da un arco a tutto sesto e sorretto a sua volta da due esili colonne con capitelli fogliati.
Della costruzione originaria si conservano soltanto alcuni tratti delle mura esterne e un arco a tutto sesto formato da conci a cuneo che sormonta il portale laterale.
Il Palazzo degli Alessandri domina e caratterizza la Piazza. La sua costruzione risale al XIII secolo, quando la città di Viterbo raggiunse un periodo di notevole sviluppo economico e politico e l’aristocrazia locale commissiona nuove ed importanti dimore.
L’edificio, a tre piani, presenta una variante del tipico profferlo viterbese che, invece di essere realizzato all’esterno dell’edificio, è costruito all’interno del muro perimetrale del palazzo.
La scala è fiancheggiata da un parapetto decorato da un motivo ornamentale a stelle poliedriche. La facciata è alleggerita dall’apertura, sopra il parapetto, di un arco a sesto ribassato il cui motivo è ripetuto nella porta e nelle due finestre del piano superiore. Attualmente il palazzo viene utilizzato per esposizioni artistiche temporanee.

Piazza Cappella, adiacente alla piazza San Pellegrino, prende il nome dalla cappella appartenente alla chiesa di San Pellegrino che, eretta nel 1555, ha occupato l’area della piazzetta.

C’è anche qui una equilibrata distribuzione di vuoti e pieni con archi, profferli, finestre importanti e semplici bucature. Le case che delimitano la piazza formano quasi un unico complesso. Due archi si stagliano sui lati prospicienti, uniti tra loro da un terzo arco.
Non distante da Piazza San Pellegrino, al limite del quartiere e nelle adiacenze di Piazza della Morte, si trova la Piazza San Carluccio che originariamente era dedicata a San Salvatore per la presenza di una chiesetta menzionata nel 1160 e della quale non c’è più traccia. A pianta rettangolare, la piazza è chiusa su due lati da mura perimetrali che perimetravano una serie di abitazioni appartenute alla famiglia Cocco. Questi edifici presentano i tipici profferli viterbesi. Su di un lato si trova una fontanella con lo stemma di Raniero Gatti a ricordo della costruzione della condotta d’acqua che dalle Pietrare arrivava fino al Palazzo dei Papi.