Il Palazzo Farnese di Gradoli

Il Museo del Costume Farnesiano


 

di Giuseppe Moscatelli

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  Il Palazzo Farnese di Gradoli è oggi sede di importanti istituzioni culturali il cui scopo è lo studio e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e  ambientale legato al nome dei  Farnese. Tale attività di ricerca e divulgazione, svolta in ambito anche nazionale, ha consentito l'organizzazione di convegni di studio sulla famiglia Farnese nonché la pubblicazione dei "Quaderni di Gradoli", giunti all'undicesimo numero, dedicati a contributi e ricerche sul tema.
 

 Il Centro di Studi e Ricerche sul territorio Farnesiano, che ha sede nei locali del piano terra del palazzo,  è il promotore e l'artefice di tali attività. Degno di nota è anche l'Archivio Storico, recentemente riorganizzato, che ha sede nel primo mezzanino e costituisce la memoria storica della comunità di Gradoli, con documenti datati dal '500  ai giorni nostri. Il 28 ottobre 1983 è stato altresì costituito il Centro di Documentazione del Costume Farnesiano, al quale si deve l'istituzione del Museo che attualmente occupa le sale del secondo piano e il sottostante mezzanino e che è dedicato alla storia del costume rinascimentale dalla fine del XV a tutto il XVI secolo, con una ricchissima e spettacolare collezione di abiti.
  Tutti i costumi sono stati realizzati attraverso la fedele riproduzione degli abiti dell'epoca, desunta da dipinti e da altre documentazioni, con particolare riguardo alle persone e agli ambienti di casa Farnese. Nelle sezioni espositive, affiancate da una ricca biblioteca tematica, possiamo ammirare abiti di ceto nobile e aristocratico; di ecclesiastici, cortigiani e popolani; e ancora: abiti per bambini, armature, accessori e oggetti da toletta, gioielli, abbigliamento da notte e indumenti intimi. Tutto rigorosamente d'epoca. Gli abiti  e gli accessori sono esposti, e talvolta ambientati, attraverso pannelli, installazioni, vetrine e quanto altro necessario ad esaltarne  le forme e i colori. Una illuminazione appositamente studiata consente una fruizione piacevole e rilassante dei capi e degli oggetti esposti.
 




Abito femminile di ceto nobile da cerimonia indossato da Isabella Orsini (metà del XV sec.)



Abito femminile di ceto nobile da cerimonia indossato da Agnese Monaldeschi, moglie di Ranuccio Farnese il vecchio (metà XV sec.)



Abito femminile di ceto nobile da cerimonia indossato da Giulia Farnese, detta “la Bella” ( XV sec.)
 



Abito femminile di ceto nobile da cerimonia indossato da Diana di Valois, moglie di Orazio Farnese ( prima metà del XVI sec.)



Abito femminile di ceto nobile indossato da dama di corte del XVI sec.
 


A sinistra uniforme di tipo francese del XVII sec. – Al centro abito da guerra del XVI sec. – A destra abito da mercenario del XVI sec.
 



Abito maschile di ceto popolare del XV sec.



A sinistra abito da fanciullo indossato da Francesco Maria Farnese; a destra abito da bambino per cerimonia indossato da Odoardo I Farnese entrambi del XVII sec.
 


Indumenti intimi femminili (sec. XVI)
 


Abito ecclesiastico da cerimonia indossato da Papa Paolo III Farnese ( XVI sec.)
 


Armature italiane del XV sec.


Abbigliamento da notte maschile e femminile (sec. XVI)
 

  Nel museo sono anche conservate le ceramiche rinvenute nel 1980 nel "butto" del palazzo (in cui attualmente è stata ricavato il vano dell'ascensore) e che sono databili dalla seconda metà del XV secolo agli inizi del XVIII. Il museo è altresì dotato di postazioni multimediali, video e interattive per lo studio, l'approfondimento e la ricerca da parte  studiosi, appassionati o semplici visitatori.
 
L'abito riprodotto qui sotto è uno dei pezzi più interessanti ed ammirati del museo. La ragione è abbastanza evidente. Si tratta di un abito di ceto nobiliare del XVI sec. caratterizzato nella parte bassa anteriore da un curioso accessorio con forma itifallica.
Quale era la sua funzione?
La forma, la dimensione e la posizione sembrerebbero non dare adito a troppi dubbi. In verità, molto probabilmente, si tratta semplicemente di una accentuazione del carattere maschile dell'abito, in un'epoca in cui gli uomini gareggiavano con le donne in sfarzo, lusso e raffinatezza.
Doveva svolgere più o meno la stessa funzione che svolge oggi una cravatta, che caratterizza in modo peculiare l'abbigliamento maschile, pur in un'epoca, la nostra, che non disdegna l'abbigliamento unisex.

 

Foto di Giacomo Mazzuoli e Giuseppe Moscatelli

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