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Siamo indubbiamente, di fronte ad elementi
storici, dei quali abbiamo in mano solo gli estremi. E sono questi:
Giovanni e suo fratello Giacomo erano figli di Zebedeo e Maria Salomè,
nati a Bethsaida, sulle rive orientali del lago di Genezaret, chiamata
Bethsaida Julia da Erode Antipa, per un gesto di cortigianeria verso la
moglie dell’imperatore Tiberio, di nome Giulia ,la madre di Claudia
Procura, nota come sposa di P. Pilato.
Dunque Zebedeo, o meglio Zabadiah, doveva essere nato, lui pure, a
Bethsaida e, essendosi trasferito per ragioni di lavoro a Cafarnao,
importante centro sulle rive sud occidentali dello stesso lago, ma sulla
“via maris”, si era sposato con Maria Salomè, cugina della
ss.Vergine.
Ci sono ignote le ragioni di questo matrimonio con una donna di Seffors,
antica capitale della Galilea, dalla quale è quasi certo che derivasse
il clan della madre di Gesù. E a Cafarnao, centro commerciale di ottime
prospettive, Zabadiah era riuscito a creare una cooperativa cui faceva
capo una piccola flottiglia di pescherecci, in grado, a quanto è lecito
sapere, di spedire materiali ittico perfino nella lontana Gerusalemme.
Naturalmente la cooperativa
aveva in lui il suo capo.
Giovanni, il futuro evangelista, era dunque cugino di Gesù, da parte del
ramo materno. Di conseguenza nipote della Madonna.
Un privilegio che, francamente, non ci lascia indifferenti e ci spiega,
nel contempo, parecchie cose del suo racconto evangelico.
Pensiamo a quel giorno in cui , sulle rive del fiume Giordano, il suo
primo maestro, il Battista, aveva fatto quelle esternazioni misteriose
su Gesù. Per lui non era affatto uno sconosciuto. Ma aveva visto finora
in lui il giovane parente che passava le sue giornate a Nazaret fra
casa, bottega da carpentiere del padre e sinagoga.
Ora sentiva il suo “rabbi del fiume” che era proprio lui il
Messia preannunciato dai profeti e atteso dal suo popolo: era “l’agnello
di Dio” (Giov.1,37). Quel figlio della sua zia materna, Maria!
Con tutto ciò, attese che il collega e consocio di pesca, Andrea, si
muovesse per primo, dietro Gesù, il quale si andava allontanando lungo
il fiume, in direzione del deserto. La chiamata di coloro che sarebbero
andati sotto il titolo di APOSTOLI, iniziava da quella decisione, forse
nemmeno così ben definita e ancora del tutto ignara delle
responsabilità, dei rischi e del prestigio superiore che si tirava
dietro.
Stiamo lavorando di pura fantasia? No
Il materiale è storico a pieno titolo, anche se conservato sul libro
della fede del cristianesimo. Ci mancano i nessi che autorizzano a
passare da congetture ben motivate ad affermazioni troppo categoriche.
Intanto la figura dello scrittore ispirato, si sta delineando davanti al
nostro sguardo stupito, regalandoci un senso di pia invidia, oltre che
per essere stato considerato, da sempre, nel mondo cristiano, come “il
discepolo che Gesù amava”, anche per questi dati della sua
biografia, finora quasi del tutto ignoti all’opinione pubblica.
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