E’ una formula di preghiera, il rosario, comunissima fin dai tempi antichi, con quel ripetere, quasi a cantilena, per 50 volte, l’Ave Maria. E’ forse l’unica preghiera che rimane ancora inculcata nella mente di tutti, perché appresa dalle nostre mamme non appena abbiamo cominciato a parlare. La liturgia celebra oggi la XXVI domenica del tempo ordinario e ci propone alcuni brani del libro del Vecchio Testamento “Numeri”, chiamato così dalla descrizione nel capitolo primo del censimento dei figli di Israele. Leggiamo il testo: “In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè; prese lo spirito che era su di lui e lo infuse sui settanta anziani: quando lo spirito si fu posato su di essi, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito. Intanto, due uomini, uno chiamato Eldad e l’altro Medad, erano rimasti nell’accampamento e lo spirito si posò su di essi; erano fra gli iscritti ma non erano usciti per andare alla tenda; si misero a profetizzare nell’accampamento. Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè e disse: “Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento”. Allora Giosuè,figlio di Nun, che dalla sua giovinezza era a servizio di Mosè, disse:”Mosè,signor mio, impediscili!”. Mosè gli rispose: “Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!”. Mosè voleva insegnare alla sua gente che lo Spirito soffia dove vuole. Bisogna saper accettare con umiltà i suoi richiami, da qualunque parte possano venire.
Nel Vangelo di oggi sarà Giovanni che fa il suo primo intervento descritto dal vangelo:” In quel tempo, Giovanni rispose a Gesù dicendo: “Maestro abbiamo visto uno che scaccia i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri”. Ma Gesù disse:” Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me”. E’ Gesù che rimprovera i discepoli intolleranti e ricorda loro che nessuno può monipolizzare la fede in Lui! Poi la grande lezione pratica per noi:” ..chiunque darà da bere un bicchiere d’acqua…vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa…”. La Chiesa ci sollecita sempre ad opere, anche minime, di solidarietà, di carità fraterna. Insiste molto perché sa che questi piccoli gesti, saranno compensati dal premio eterno: il Paradiso ! Quando ti si presentano occasioni, non stare a dire….ma questa famiglia sono dei vagabondi…ma poi questo sperpera…ma perché non va a lavorare ?…Cerca sempre di vedere(e questo è il difficile) nel diseredato, Cristo che ti tende la mano..! Ci riuscirai a rinchiuderti nel tuo egoismo? |