Lo interrogarono: ”sei tu il re dei Giudei?” Rispose il Cristo: ”si, l’ho detto e lo ripeto io sono Re”.

Grande mosaico absidale della chiesa st. Charles a Montecarlo;  opera della pittrice Ferabecoli

  La chiesa oggi, ha cambiato il colore liturgico; è terminato ormai il colore verde, che ci ha accompagnato per tutta la lunga serie delle domeniche estive. In questa domenica il celebrante indossa i paramenti di colore bianco, perché è la grande festa di Cristo Re.
Leggendo la Bibbia si rimane sconcertati , perché il linguaggio di Dio è completamente differente dal nostro. Per noi il concetto di Re è sinonimo di superiorità, predominio, potenza. Il simbolo della regalità è qualcuno che domina, che comanda, che è superiore agli altri, ai sudditi. Ora sentire parlare Cristo che dice, io sono re, fa una certa impressione, e ne fece tanta al suo tempo, che fu motivo di scandalo, tanto è vero che lo denunciarono, lo portarono in tribunale, perché aveva osato dire cheLui era il vero Re, invece di Cesare. Ma il Cristo specifica: ”il mio regno non è di questo mondo, altrimenti anche io avrei un esercito, una legione, miriadi di angeli che mi potrebbero difendere”. Cristo Re ripete ai suoi sudditi: ”io preparo un posto, in questo regno eterno che si chiama paradiso e vi invito a seguire questa strada, l’unica che porta alla salvezza, la strada dell’amore, della fratellanza, cercando ripetutamente nella vita terrena di guadagnarsi questo paradiso, facendo del bene. . ”. La bandiera che sventola, del cristianesimo, porta una sola scritta: ama il prossimo tuo.
Ricordati che il tuo prossimo più immediato è la famiglia dove si vive continuamente, accettando, a volte, contrarietà, forse anche umiliazioni! Cristo vorrebbe essere il Re della tua famiglia; per credere a questo ci vuole fede. Il 9-febbario 1527 si riunì a Firenze nel palazzo della Signoria, quello che noi chiamiamo oggi il consiglio comunale. C’erano i vessilliferi, i capitani del popolo e vari rappresentanti. Si discuteva del più e del meno, ad un certo punto prende la parola Pier Capponi: parla animatamente di problemi sociali, di necessità che incombevano tra la popolazione; poi si mise in ginocchio davanti a tutti e disse: io propongo a Firenze repubblicana di eleggere Cristo Re dei Fiorentini; tutti scoppiarono in un applauso, approvarono questa sua mozione e fu eletto ufficialmente Cristo Re dei fiorentini! Ancora oggi all’ingresso di palazzo della Signoria c’è una lapide in latino che ricorda questo atto di fede dei fiorentini. Prova anche tu a sentire la gioia di essere suddito di questo grande re che ti viene incontro, ti aiuta, ti vuole bene, ti perdona; l’unico che ti sa capire, ti comprende nella tue miserie e nelle tue debolezze. .
 



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