“Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo”, ripete l’evangelista Matteo, l’uomo che lo scopre viene colmato da grande gioia e vende tutto quello che ha pur di possederlo. Chi è disposto a lasciare per sempre le cose di prima, e ad investire tutto nella ricerca del regno di Dio si comporta come il mercante che, trovata la perla preziosa, ”vende tutti i suoi averi e la compra”. Quante volte facciamo finta di non vedere il tesoro nel campo, perché ci impone dei sacrifici e del coraggio che spesso non vogliamo trovare? La liturgia odierna nella prima lettura ci propone il colloquio di Dio con Salomone (1 libro dei Re 3, 5, 7-12). Il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: ”chiedimi ciò che io devo concederti". E Salomone disse: "…io sono un ragazzo, non so come regolarmi…. concedimi un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi potrebbe governare questo tuo popolo così numeroso?" Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare e disse: "…perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco faccio come tu hai detto. Ti concedo un cuore saggio e intelligente; come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te". Il regno di Dio è come un tesoro: donaci o Signore, gli occhi per vederlo, la capacità di riconoscerlo e di gioire per la sua scoperta. |