La liturgia corre veloce. La Chiesa, per tutto l’anno liturgico, ci proporrà nella liturgia della Parola dei brani di Vangelo presi dall’ evangelista Matteo.
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Chiamato anche Levi, era figlio di Alfeo ed esercitava l’ufficio di gabelliere o esattore d’imposte nella città di Cafarnao. Chiamato da Gesù a seguirlo, mentre sedeva al tavolo del suo lavoro, abbandonò subito il suo ufficio e seguì il Maestro. Altro di sicuramente storico, non sappiamo di lui. La tradizione vuole che dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, egli abbia predicato il Vangelo agli ebrei di Palestina, conducendo una vita assai austera. Qualche scrittore ecclesiastico, afferma che sia poi passato in Etiopia, in Persia, fra i Parti. Ora la Liturgia non si soffermerà più su Gesù Bambino, ma ce lo presenta, già grande (di circa trenta anni), buon ebreo e osservante di leggi e usanze. Suo cugino, Giovanni, è seguito da tutto il popolo che viveva l’attesa febbrile del Messia; e questo sentimento era diffuso anche fuori del mondo giudaico. Ne parlano anche storici profani come Tacito, Svetonio. Tutta la gente scende devotamente nel fiume Giordano e Giovanni versa acqua sulla testa di ognuno, come segno di purificazione, presagio alla totale purificazione dell’ anima, che avverrà con il sacramento del battesimo che istituirà il Cristo. Quando tutti hanno assolto al rito, per ultimo entra in acqua Gesù, rimasto in fondo alla folla. Nessuno lo conosceva. Giovanni, su insistenza di suo cugino, versa acqua sul capo del Messia e dal cielo si ode una voce: “ questi è il Figlio mio, l’amato, in Lui ho posto il mio compiacimento…”. E’ la presentazione ufficiale del Messia. Se la storia di Gesù Bambino ci poteva sembrare una bella favola, ora il Salvatore del mondo, ci darà prova, nelle settimane prossime, della sua potenza e divinità. Seguiamolo con interesse; avrà tante cose da dirci. Sentiamolo vicino a noi, nei nostri affanni quotidiani. Confidiamoci cono lui; affidiamo a Lui i nostri problemi. Se riusciremo a percorrere questo cammino, insieme a Lui, scomparirà gradualmente dal nostro animo, tristezza e sfiducia. Arriveremo con lui fino a venerdi 21 Marzo, quando esterrefatti, costateremo quanto sia grande questo amico, mentre muore sulla croce, per nostro amore, per salvarci e garantirci un giorno, felicità eterna. Fonte: www.viedellospirito.it  

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