Quanto salutare la Parola di Dio, per eliminare dal nostro animo la tiepidezza della nostra flebile fede. Potersi alimentare tramite quello che la Liturgia domenicale ci propone, è di enorme vantaggio per il nostro spirito.
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Già nella prima lettura vi viene proposta una stupenda pagina del libro della Sapienza; scritto in greco da un autore sconosciuto, ma assai esperto della lingua. Come è consolante questo Dio che tutti accoglie, abbraccia, e perdona e quanto è attuale per me sua creatura! Ed ecco il salmo responsoriale, la preghiera salmodiata che nell’antichità esprimeva i sentimenti di gratitudine a quel Dio che ha cura e premura per le sue creature: ...”Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature…”. E non si ferma qui la liturgia domenicale, ma ci propone sempre l’insegnamento diretto di Gesù, Parola di vita, che ascoltiamo in piedi come segno di rispetto e riverenza. Il personaggio di oggi è Zaccheo, che in ebraico significa “puro”, ma che fino ad allora non lo era stato affatto. Infatti era capo dei gabellieri, che erano sopraffattori, odiati esattori delle tasse, i quali, in quella zona di traffico tra nord e sud e tra occidente e oriente, sulla strada di Gerusalemme, avevano molto fa fare per i diritti di pedaggio. Zaccheo era ricco, in conseguenza delle frodi commesse. Ha solo curiosità di vedere Gesù, di cui tutti ne parlano, ma è piccolo di statura; sale su una grossa pianta con folte ramificazioni, da lassù potrà vederlo quando passa, senza essere osservato dalla folla. Ma, stranamente per noi, il Cristo manifesta una predilezione per Zaccheo peccatore: “..scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua….il figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto…”. Anche io con i miei difetti, la mia condotta di vita non propriamente cristiana, mi posso identificare in Zaccheo. E quanto è consolante sentirmi oggetto della misericordia divina. E’ lui Gesù, che in tanti modi misteriosi viene in cerca di me. E non riuscirò mai a dire: “..io non ti conosco..”, per timore di incamminarmi nella via della salvezza che mi propone. La vera casa dove Lui vuol entrare è l’anima di ognuno di noi, chiamata ad accogliere il suo messaggio, ed ha cibarsi di Lui “ pane della vita”. Quanto assurdo è l’uomo moderno che rifiuta sdegnosamente la proposta del Cristo; e l’umanità che si allontana da Dio, inesorabilmente si autodistrugge. Io penso a te, forse con problematiche maggiori delle mie, con situazioni preoccupanti, con ripetute delusioni e quanto vorrei anche io insieme a te, ascoltare l’invito di Gesù che ci dice: “Oggi devo fermarmi a casa tua..”. Ci vogliamo provare a dire insieme “ vieni Signore, ospite nel mio cuore: ci troverai un guazzabuglio di sentimenti contrastanti, forse tutto in disordine, perché il mio cuore è ferito da contrasti, risentimento, orgoglio, tradimento di amici.. Ho provato, qualche volta, a mettere un po’ di ordine, ma non ci sono riuscito, perché non ne ho il coraggio. Per la tua sincera e perenne amicizia, per la tua comprensione e benevolenza, aiutami Signore! Ripetiamo insieme in questa settimana: “ Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto”. Cominceremo a sorridere di speranza, di fiducia, di gioia. qualche riconoscimento; dammi la convinzione che se vado dietro a queste aspirazioni terrene, avrò soltanto delusioni senza nessuna caparra per la vita eterna!  

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