Il metodo didattico usato dal Cristo per ammaestrare la folla che lo seguiva costantemente nel suo peregrinare da un villaggio all’altro, è stato quello dell’uso di parabole: fatti, racconti immaginari, ma reali, per trasmettere poi alla gente che ascoltava, i grandi principi del suo insegnamento
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In questo domenica XXIX, propone la parabola del giudice ingiusto e della vedova importuna, per evidenziare la grande realtà della necessità non solo di pregare, ma di farlo insistentemente. E’ in questo contesto che la liturgia del giorno, ci propone dal libro dell’ Esodo un brano dove Mosè intercede presso Dio ed ottiene la vittoria per il popolo di Israele: Dio non ha detto:”..va bene ci penso io”, ma ha voluto la partecipazione di Mosè, con la sua preghiera incessante. Pregava con le mani alzate; ma quando era stanco ed abbassava le braccia, il nemico Amalek, prevaleva. Sarà similmente Paolo nel brano della lettera all’amico Timoteo, quando lo esorta a proclamare la Parola di Dio, senza paura, senza stancarsi. Ed ecco come affronta Gesù l’argomento della preghiera: “C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno: In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: fami giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto per nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi”. Grande insegnamento per noi, con questa parabola. Ad ognuno di noi dice: “Prega senza stancarti, animato da grande fede”. Ma guarda quanto è assurdo il nostro comportamento! La nostra ipotetica, flebile risposta positiva, viene subito soffocata da mille motivazioni razionali. “ Si, però io non so pregare; si, ma io non vado in Chiesa; si ma non ho tempo; ho provato una volta e non ho ottenuto niente….” Gesù non ha detto mai di lasciare tutte le nostre occupazioni ed andare in Chiesa a pregare, ma fece l’esempio pratico: “..quando vuoi pregare, mettiti un attimo tu solo nella tua camera, sta in contatto con Dio, esponi le tue pene, i tuoi problemi, abbi fiducia e il Padre tuo che sta nei cieli ti esaudirà”. Ti faccio una confidenza: lo sai per me quale è il momento favorevole pere pregare? Quando sono solo alla guida della macchina. Penso, rifletto, faccio dei sospiri e mi viene spontaneo di chiedere a Lui aiuto con la certezza che Lui e soltanto Lui esaudirà i miei desideri. Anche tu che avrai poche possibilità di andare in Chiesa, che in casa c’è tanto frastuono con quella televisione sempre accesa, provaci a metterti in contatto con Dio, mentre sei in auto e ti rechi al lavoro. Inizierai la giornata con tanta pace nel cuore, perché hai affidato al tuo Dio, tute le tue ansie, le tue sofferenze; e proverai la gioia che il Signore, prima o poi, esaudirà la tue richieste “ perché nulla è impossibile a Lui.  

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