La Pentecoste era la seconda solennità ebraica, che vuol dire cinquantesimo, perché si celebrava 50 giorni dopo la Pasqua, per ringraziare Dio della raccolta. Facciamo una fugace sintesi del nostro percorso con la Liturgia.
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  Ricordi il mercoledì 21 Febbraio, le ceneri, quando iniziarono i quaranta giorni di revisione della nostra vita interiore, con impegno alla conversione e arrivammo al 8 Aprile con quel grido di esultanza, Alleluia, perché Cristo aveva sconfitto la morte. Poi gli ultimi quaranta giorni del corso della vita terrena del Messia, conclusi con l’Ascensione, ritorno definitivo al Padre, nei cieli. E, sempre con la liturgia, ora siamo alla Pentecoste. Era la seconda solennità ebraica, che vuol dire cinquantesimo, perché si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua, per ringraziare Dio della raccolta. Per noi cristiani, è la promessa di Gesù che per l’ennesima volta diventa realtà. La missione data agli apostoli era ostacolata dalle loro lacune, titubanze, timori, paure, incapacità.. Ma Gesù aveva detto loro:” Non temete, vi manderò lo Spirito Santo che vi trasformerà..”. Dice Luca, negli Atti degli Apostoli, che mentre il giorno di pentecoste stava per terminare, si trovarono tutti riuniti, insieme alla madonna, nello stesso luogo, in attesa, anche se forse non sapevano esattamente di che cosa. Senti quanto è bello il racconto: …”venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbattesse gagliardo, e riempi tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”. Vorrei proporti due brevissime considerazioni: La prima: Gesù più volte si è qualificato cosi- “ Io sono la verità” e sempre si è avverato quello che ha detto, come sempre ha mantenuto le sue promesse. Tu pensa alla nostra vita quotidiana, quanti condizionamenti hanno i nostri impegni e la nostra giustificazione la sintetizziamo con le nostre frasi fatte:…”mi dispiace, mi è passato di mente – mi dispiace ho avuto molto da fare- mi dispiace ho avuto un contrattempo-mi dispiace non mi è stato possibile, non ci sono riuscito….”. E quante volte gli stessi nostri slogan li usiamo, come giustificativi, alla continua proposta di vera vita che il Cristo ci sussurra ogni giorno, rispettando però la nostra libertà. La seconda: quante volte hai pregato con fede lo Spirito santo, per ricevere i suoi doni? Forse sia per me che per te, è il grande dimenticato! E pensare che senza la presenza dello Spirito, la Chiesa, popolo di Dio, non esisterebbe. Io penso spesso alle tue non facili condizioni di genitore verso i figli, o di persona adulta verso i giovani. Siamo tutti convinti che i rimproveri, le critiche, le prediche, sono spesso controproducenti. Oggi è Pentecoste! Rivolgiamo ci con umiltà allo Spirito Santo e affidiamo a Lui, Spirito di consiglio, Spirito di fortezza, chi della nostra famiglia è motivo di tante ansie e preoccupazioni. Io, per me, oggi faccio questa preghiera: “ Vieni o Santo Spirito e riconsacrami tempio di Dio, vieni o Spirito Santo e rendimi figlio di Dio..”. La vuoi fare anche tu questa richiesta? Fonte: www.viedellospirito.it

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