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Prego, un sorriso… ciss… foto! Sembra proprio che Pietro
Iannetta abbia imparato l'arte di metter gli animali in posa, a giudicare
dagli esiti di questo suo reportage. Ok, ci sono di mezzo strumenti tecnici
sofisticati, potenti teleobiettivi... ma c'è soprattutto passione e
competenza, senza trascurare la pazienza. Si perché ci vuole molta pazienza,
nascosti lì, dentro un capanno o dietro una palizzata di canne, magari
mimetizzati con tute, rami, foglie ed altri accessori, per poter cogliere
quell'inquadratura, dirò di più, quell'espressione animale che rende una
foto bella se non propriamente unica.
Diciamo così, gli animali selvatici non hanno una gran
tavolozza di espressioni, non si colgono in loro evidenti mutamenti
psicologici, a differenza di quanto avviene per gli animali che vivono a
stretto contatto con l'uomo. Tutti noi siamo in grado di vedere prima
ancora di percepire se il nostro cane o il nostro gatto sono
rilassati o nervosi, tranquilli o arrabbiati, acquiescenti o aggressivi,
euforici o depressi, affettuosi o diffidenti. Provate invece a stabilire se
una nutria o un cigno siano attenti o distratti; un falco o un'upupa
annoiati o reattivi, un pettirosso o un fagiano allegri o dolenti.
La verità è
che ogni animale ha una sua propria espressione, ed è quella che
Iannetta è riuscita a cogliere al meglio, anzi ad esaltare. Così un
pettirosso ci ispirerà sempre tenerezza, un falco fierezza, un'ape senso di
laboriosità e un cigno - perché no? - un po' di snobismo. Non ci credete?
Guardate bene le immagini di questo reportage, questi nitidissimi primi
piani che fissano espressioni che certo non riusciremmo ad apprezzare dal
vivo, e vedrete che ci darete ragione.
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| L'acume dell'assiolo |
L'ape laboriosa |
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| L'eleganza dell'airone |
La fierezza del falco |
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| L'impazienza dell'upupa |
Lo snobismo del cigno |
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I colori del fagiano
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