Gran Tour degli Autori: da Roccarespampani alla Cava Buia di Norchia

 

 
 

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di Giacomo Mazzuoli e Giuseppe Moscatelli

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La Rocca Nuova



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Ci sono luoghi della Tuscia selvaggi, quasi inaccessibili, dove puoi girare per ore senza incontrare anima viva. La Roccarespampani, in territorio del comune di Monteromano, è proprio così, un altopiano di circa 2600 ettari attraversato da 5 corsi d'acqua e intersecato da vallette adibito quasi interamente a pascolo di bovini allo stato brado. Uno spettacolo della natura in cui si scoprono emergenze del passato che testimoniano il passaggio della Storia e che rendono ancor più accattivante l'escursione a piedi.

Si parte dall'ingresso della tenuta agricola sulla provinciale che da Tuscania conduce a Vetralla e dopo un paio di chilometri appare la sagoma della cosiddetta Rocca Nuova, un massiccio maniero del '600 rimasto incompiuto a causa dello spostamento del baricentro dei nuovi interessi rurali sul nascente borgo di Monteromano. Fu opera dell’architetto Canio Antonietti e fu edificato per volere di Ottavio Tassoni d’Este, Precettore del Santo Spirito. Così testimonia una lapide posta sull’architrave dell’ingresso principale datata 1607, la quale ci dice anche che questo nuovo castello fu eretto per sostituire un antico maniero, quello della “Rocca Vecchia”.

Il palazzo svolse la sua funzione di ospitare il governatore e alcune famiglie di contadini solo per un breve periodo. L'inquilino più famoso fu un certo fra Cirillo che il Campanari definisce : "Uomo insolente e di mala condizione e misleale […] spergiuro e traditore»; e sembra che fu lui a munire la Rocca Nuova con «gagliarde fortificazioni e spingarde gettate in ferro […]»;

Scendendo a valle attraversiamo il torrente Traponzo grazie ad un imponente ponte che porta il nome dello stesso fra Cirillo e che, secondo una leggenda, fu costruito nell'arco di una sola notte. Il sentiero a destra dopo il ponte conduce alle rovine della Roccaccia, la Rocca Vecchia, tra le quali spicca il bel campanile a vela. L'insediamento, costruito su uno sperone tufaceo alla confluenza dei torrenti Traponzo e Catenaccio, risale all'XI secolo e i primi proprietari di cui si ha notizia scritta sono gli Spampani di Tuscania (da cui il nome Respampani). Nel 1170 rientra nei possedimenti di Guitto di Offreduccio, signore di Vetralla, che in quell’anno lo donò alla città di Viterbo. Più tardi verrà ceduta ai due nobili di Tolfa, Guido e Nicola, contro i quali, nel 1198, si scaglia papa Innocenzo III (1198-1216) con l’intenzione di togliere loro il castello, dato lo scorretto comportamento che questi tennero nei confronti dei pellegrini che transitavano lungo la via Clodia diretti a Roma. Seguirà un interminabile passaggio di mani conseguenza di cruente battaglie tra signori e signorotti che imperversavano in quei tempi in terra di Tuscia. Il castello fu venduto nel 1456 da papa Callisto III (1455- 1458) all’Ospedale di Santo Spirito in Saxia e restò in suo possesso fino al'età recente, quando passò nelle pertinenze del comune di Monteromano.

Torniamo indietro fino al ponte di fra Cirillo e stavolta prendiamo il sentiero centrale, quello che sale addentrandosi nel bosco. Dopo una buona camminata si esce allo scoperto nell'altopiano utilizzato come Poligono Militare; seguendo la strada battuta dopo alcune centinaia di metri si scorge sulla sinistra il pianoro di Norchia con l'inconfondibile sagoma delle rovine della chiesa di S. Pietro e del castello dei Di Vico. Siamo arrivati alla nostra mèta, l'ingresso della Cava Buia, una tagliata di 400 metri risalente al II-I secolo a.C., che è proprio al termine di una lunga fila di alberi che si frastaglia e si affaccia sull'altopiano. Molti autori assimilano la Cava Buia a un tratto dell'antica via Clodia, ma la scarsa larghezza (2,1 metri) è in contrasto con questa ipotesi ed è molto più probabile si trattasse di una strada secondaria ad uso locale. Il luogo è veramente pieno di fascino, buio e delimitato da due rupi di una decina di metri d'altezza. La vegetazione in alto fa da barriera alla scarsa luce che vorrebbe penetrare fino al fondo stradale dove sono incisi i segni dei mezzi di trasporto di oltre duemila anni fa.

 

 

 

Il luogo di partenza del tour La Rocca Nuova Il ponte di fra Cirillo Il torrente Traponzo visto dal ponte Il campanile a vela della Rocca vecchia
Il luogo di partenza del tour La Rocca Nuova Il ponte di fra Cirillo Il torrente Traponzo visto dal ponte Il campanile a vela della Rocca vecchia
Ruderi della Rocca vecchia Ruderi nell'altopiano del Poligono Militare L'altopiano La cava buia di Norchia La cava buia di Norchia
Ruderi della Rocca vecchia Ruderi nell'altopiano del Poligono Militare L'altopiano La cava buia di Norchia La cava buia di Norchia
         

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