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L'area di Piazza S. Lorenzo corrisponde al
più antico nucleo insediativo della città, il cosiddetto
castrum Herculi, dove
sorgeva un antichissimo tempio dedicato all'eroe mitologico.
Durante l'Alto medioevo è citato come
castrum Viterbii
e, a seguito
dell'istituzione della cattedra vescovile avvenuta nel 1192,
assunse notevole rilevanza in quanto vi furono costruiti la
Cattedrale e il palazzo vescovile, divenuto in seguito palazzo
papale. Nella piazza sono stati portati alla luce anche dei
resti di mura etrusche.
Il palazzo dei Papi. Il palazzo vescovile divenne sede papale a
partire dal 1257 per decisione di Alessandro IV che prese la
decisione di trasferire la sede della Curia romana a causa
dell'instabilità politica che regnava a Roma. Tale evento
comportò una radicale trasformazione del complesso per adeguarne
la magnificenza e la solennità ad una sede papale. L'edificio si
presenta "bifronte", con la parte settentrionale esposta verso
la valle di Faul che assume un aspetto difensivo con struttura
massiccia e potenti contrafforti e la parte meridionale che si
affaccia sulla piazza caratterizzata dalla Loggia e
dall'elegante fattura degli archetti, assurti quasi a simbolo
della città. Nella sala del Conclave si tenne l'elezione papale
più lunga della storia, ben 33 mesi nel 1270. Il protrarsi delle
operazioni di voto fece spazientire i viterbesi che
scoperchiarono il tetto della sala e chiusero i cardinali sotto
chiave (cum clave).
La cattedrale di S. Lorenzo. Sul sito dell'attuale cattedrale
sorgeva una chiesa del periodo altomedievale che fu demolita in
seguito alla elevazione di Viterbo a sede vescovile nel 1192 ai
danni di Toscanella. La cattedrale fu portata a termini
all'inizio del XIII secolo ma subì numerosi rimaneggiamenti
prima di 1369 fu rifatto il tetto e fu ricostruito il campanile
con la caratteristica parata bicroma, la cuspide piramidale e i
quattro livelli di bifore. Nel
XVI secolo, il progetto di Antonio da Sangallo il Giovane e i
lavori del cardinale Gambara stravolsero alcune importanti parti
dell'edificio: fu demolita l'abside maggiore, romanica, e
ricostruita integralmente la facciata in forme rinascimentali.
L'interno mantiene comunque le forme originali, con colonne
slanciate e una magnifica serie di capitelli che alternano
citazioni dell'antico e rielaborazioni in senso romanico.
Casa di Valentino della Pagnotta. Si tratta di uno degli esempi più
interessanti di edilizia privata a Viterbo. E' la casa detta di
Valentino della Pagnotta, priore nel 1458, ma che fu costruita
probabilmente nel 1278 e rimaneggiata nel 1920. Le bifore del
secondo piano sono strettamente correlate a quelle della loggia
del palazzo papale e sono collocate asimmetricamente rispetto
agli archi sottostanti.
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