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L’anfiteatro di Sutri è uno spettacolare monumento interamente
scavato nel tufo risalente ad un periodo che va dalla fine del I
secolo a.C. e il I secolo d.C. Dopo la sconfitta di Veio da
parte dei Romani la città falisca di Sutri finì sotto il
controllo di Roma e prosperò in maniera notevole. L’anfiteatro
è’ stato riscoperto solo in epoca recente e fu riportato
parzialmente alla luce tra il 1835 e il 1838 in un terreno
destinato a pascolo. Solo nel 1936 fu completamente
dissotterrato. La sua forma è ellittica e le dimensioni dei suoi
assi sono di circa 50 e 40 metri. Ha due ingressi principali dai
quali affluiva il pubblico (il teatro poteva contenere circa
5000 spettatori) e un alto podio che separa l’arena dalla cavea
gradinata. Lungo il podio si aprono 10 porte, cinque per ogni
versante, dalle quali si accede ad un anello continuo che
scorreva lungo tutto il perimetro interrompendosi solo a livello
degli ingressi principali. L’anfiteatro è posto in una pregevole
area archeologica in cui spicca una necropoli etrusco-romana
riutilizzata in varie epoche, in special modo dai pellegrini che
nel medioevo percorrevano la via Francigena, che comprende anche
un mitreo riutilizzato come chiesa paleocristiana con affreschi
medievali tra cui una particolarissima Madonna del parto con
Gesù bambino in fasce.
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