Gran tour dei monumenti rupestri, dalla Piramide di Bomarzo ai Sassi del Predicatore

 

 
 

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di Giacomo Mazzuoli e Giuseppe Moscatelli

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La Piramide di Bomarzo



C’è una Tuscia nascosta, misteriosa, per taluni esoterica, che solo oggi emerge alla conoscenza da millenni di oscurità, incuria e abbandono. Il folto delle macchie e l’asperità dei luoghi, spesso assai appartati e non sempre agevolmente accessibili, hanno sottratto agli sguardi e all’interesse di appassionati e studiosi come pure di semplici visitatori e curiosi monumenti insoliti, strani, talvolta unici. I massi di pietra lavica in cui sono forgiati e la protezione offerta da ubicazioni recondite hanno consentito a queste straordinarie testimonianze di tempi e popoli remoti di pervenire fino a noi inalterate, offrendoci la muta evidenza del loro affascinante mistero.

La zona è una sorta di triangolo magico che trova i suoi vertici nei comuni di Bomarzo, Soriano nel Cimino e Vitorchiano. Un territorio impervio e selvaggio, caratterizzato da valli scoscese frapposte tra aspri pianori tufacei i cui ripidi fianchi strapiombano sui letti di fossi e torrenti. Un tripudio di macchie, declivi ed umidi anfratti, rifugio di volpi, cinghiali e spinose. Qui l’uomo non ha mai posto stabilmente le sue basi: i luoghi risultano tutt’oggi poco o nulla antropizzati; solo qualche fatiscente casale o modeste costruzioni di supporto all’agricoltura e all’allevamento del bestiame punteggiano i campi dove piantagioni di noccioleti contendono gli spazi all’abbraccio dei boschi.

Ma la cosa che maggiormente colpisce l’escursionista è la presenza a valle, o in apparente precario equilibrio sui tormentati versanti, di un impressionante numero di enormi massi tufacei, evidentemente distaccatisi ab antiquo dai sovrastanti pianori a causa dei movimenti tellurici e dell’azione corrosiva dell’acqua e del vento, e rotolati giù nei valloni, quando non artatamente trattenuti da ostacoli lungo il loro percorso.

Può apparire naturale e perfino conveniente che qualcuno in un passato non ancora del tutto definito abbia voluto scolpire queste emergenze lapidee per trarne monumenti funebri o altari. Tombe, are o altro che siano i monumenti rupestri tra i Monti Cimini e la Valle del Tevere che sprigionano un fascino del tutto particolare e ci pongono muti e inquietanti interrogativi. Chi vede per la prima volta il cosiddetto “secondo sasso del predicatore” nella Selva di Malano, tra Bomarzo e Soriano nel Cimino, potrebbe provare la stessa attonita sorpresa dei primati che nel capolavoro di Kubrick “2001 Odissea nello spazio” scoprono il famoso monolite nero che lancia segnali verso Giove.

In mezzo ad una vegetazione lussureggiante si erge solitario e incongruo questo cubo di pietra dalla base modanata insistente su un alto basamento, abbastanza ampio da ospitare i gradini di una breve scalinata laterale di accesso alla sommità del “cubo”. Irresistibile la tentazione di salirvi per trovarsi su una piccola piattaforma che apre lo sguardo verso un orizzonte infinito.

Ma l’autentica meraviglia di questa serie di singolari architetture rupestri è la cosiddetta “Piramide” di Bomarzo: viene da chiedersi come sia possibile che un tale monumento - unico nel suo genere - sia rimasto per secoli sconosciuto. Il nome che gli è stato attribuito è dovuto al fatto che il ciclopico macigno posato su un costone del bosco in località “Rocchette”, saldamente sostenuto da altro enorme masso che poggia sul declivio della scarpata compensando il dislivello, ha una forma vagamente piramidale. Così pure l’insieme potrebbe richiamare alla mente una sorta di piramide azteca. Arrivarci non è scontato: due volte i nostri tentativi sono andati a vuoto. Poi ci siamo trovati lì, al cospetto di questo immane masso di peperino che mani misteriose duemila e più anni fa hanno sapientemente intagliato fino a ricavarne una lunga scalinata e due vani fiancheggiati da scale laterali per accedere ad una piattaforma balaustrata. Ancora l’emozione di salire fino al sommo per provare quel senso di infinito, con lo sguardo libero di spaziare oltre la regione del Tevere, verso l’Umbria e oltre ancora.

 

 

 

La tagliata nei pressi della Piramide La scritta latina al termine della tagliata La Piramide di Bomarzo Il monumento funebre a Coelius Il sasso del Predicatore
La tagliata nei pressi della Piramide La scritta latina al termine della tagliata La Piramide di Bomarzo Il monumento funebre a Coelius Il sasso del Predicatore
Ara cubica bugnata Tomba romana a camera alla base di S. Nicolao L'abbazia di San Nicolao Il sasso del Predicatore II  
Ara cubica bugnata Tomba romana a camera alla base di S. Nicolao L'abbazia di San Nicolao Il sasso del Predicatore II  
         
 

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