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Il medioevo fu comunque, per l’isola come per tutta la cosiddetta “Val di Lago”, un periodo tumultuoso: nella metà del 1200 cadde sotto la dominazione dei Signori di Bisenzo, ramo della nobile famiglia degli Aldobrandeschi; ma quando Guitto di Bisenzo non ebbe l’aiuto degli isolani nella guerra contro i Prefetti di Vico per il predominio del lago, mise l’isola a ferro e fuoco, costringendo molti degli abitanti ad abbandonarla. Nel 1264 papa Urbano IV, per porre fine alle sanguinose contese, incluse la Bisentina e la Martana nei domini della chiesa e volle che la Bisentina si chiamasse Urbana in suo onore, ma tale appellativo non resistette a lungo. In questo periodo vengono ricostruite la rocca e la torre, distrutte dai signori di Bisenzio. Alla fine del XIV secolo la Val di Lago passa sotto il dominio della famiglia Farnese con Ranuccio III il vecchio, capitano delle milizie pontificie. Inizia un periodo di splendore che si protrarrà per circa due secoli e mezzo, l’isola è considerata dai Farnese la gemma più preziosa del loro Ducato, tanto che la scelgono per accogliere i sepolcri della famiglia. Ancora oggi, all’interno della chiesa dei SS Giacomo e Cristoforo, è ancora conservato il bellissimo monumento funebre a Ranuccio il Vecchio, morto nel 1450. Nel frattempo, nel 1431, l’isola era stata assoggettata spiritualmente alla diocesi di Montefiascone ed assegnata ai Frati Minori Osservanti che vi costruirono un convento. Tra il XIV ed il XVI secolo la Bisentina divenne unvero e proprio cantiere: vennero edificate ben sette tra chiese ed oratori. Vi soggiornarono i papi Pio II, Leone X , Paolo III Farnese e Gregorio XIII. Paolo III costituì, nel 1537, il Ducato di Castro in favore del figlio Pier Luigi e l’isola ne seguì le sorti fino al 1649, anno della distruzione di Castro da parte delle truppe pontificie. L’isola tornò allora sotto il dominio diretto della Chiesa scontando un periodo di lento ed inesorabile declino con l’affidamento in enfiteusi al conte Stefano Giraud nel 1752, poi al pittore Francesco Cochetti (dal 1855 al 1870) infine all’industriale piemontese Giovanni Garassino. Nel 1899, per affrancazione dalla Camera Apostolica, ne entra in possesso Alarico Piatti, anche lui piemontese. Nel 1912 subentra la principessa Beatrice Spada che curò amorevolmente l’isola ed importò dal Nord Europa, per distruggere le larve di zanzare che infestavano il lago, il coregone, un pesce pregiato che è diventato una importante risorsa per i paesi rivieraschi. Oggi la Bisentina è di proprietà della signora Maria Angelica del Drago ed al momento non è in alcun modo visitabile. |
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