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MONTEFIASCONE

 

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Foto di Giacomo Mazzuoli

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di Paola Panetti

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La chiesa di San Flaviano a Montefiascone

  La cupola della basilica di S. Margherita  La Rocca dei Papi Veduta del lago di Bolsena da Montefiascone Un tratto di basolato romano dell'antica Via Cassia
La cupola della basilica di S. Margherita La Rocca dei Papi Veduta del lago di Bolsena da Montefiascone Un tratto di basolato romano dell'antica Via Cassia

In epoca romana Montefiascone conobbe un periodo florido, soprattutto grazie alla via Cassia, e si sviluppò un nucleo abitativo proprio in questa zona.
Nel Medio Evo i Papi e importanti famiglie romane fortificarono il centro abitato per difendersi dalle invasioni barbariche.
Le mura del borgo vennero corredate da una possente rocca, la Rocca dei Papi, che, nel corso dei secoli venne continuamente modificata e fortificata.

Dal 1358 al 1367 il Cardinale Albornoz soggiornò a Montefiascone, abbellendo e rinforzando la Rocca. Dopo pochi anni, Urbano V elevò Montefiascone a città, fornendogli una propria diocesi; iniziò un periodo in cui a Montefiascone si alternarono papi, governanti e letterati.

 Per la posizione strategica che occupava, fu più volte contesa, fortificata e fu posta a difesa delle terre del patrimonio da Innocenzo III nel 1207. Nel 1353 quando vi giunse il cardinale Albornoz, con il compito di riaffermare l’autorità della Chiesa, il Castello della Rocca diventò la centrale operativa più temibile dell’esercito Pontificio. Nel 1369 il Papa Urbano V conferì a Montefiascone il rango di Città e la dotò di diocesi. In seguito vi soggiornarono numerosi Papi, governanti, e artisti.

Successivamente iniziò un periodo di declino, che terminò nel ‘600, quando il cardinale  Barbarigo la riportò agli antichi splendori. Dai giardini del Castello si può ammirare un panorama che spazia su tutta la Tuscia e che arriva fino al mare: i Monti Cimini e della Tolfa, l’Amiata, l’Argentario, Viterbo e il Lago di Bolsena con le sue isole.
La città deve la sua notorietà, oltre alla storia e all’invidiabile posizione, alla produzione e al commercio dell’ottimo e famoso vino Est!Est!!Est!!!

Questa denominazione, secondo la leggenda, è dovuta a Defuk, un nobile tedesco del XII secolo, grande estimatore del buon vino mandava un suo messo, il servo Martino, in avanscoperta per trovare nei borghi italiani cantine e taverne che offrivano vino di ottime qualità; tra i due esisteva una sorta di codice infatti Martino doveva apporre sulla porta delle cantine con buon vino il "sigillo" ovvero la parola latina "Est!" (che significa c'è) si narra che lungo la discesa numerosi "Est" furono scritti a volte anche due "Est!", ma arrivato al borgo di Montefiascone il fidato servo lasciò la famosa dicitura: Est!Est!!Est!!!, tanto era rimasto esterrefatto dalla bontà del vino montefiasconese.

Si narra poi che il nobile, apprezzandone la qualità, si fermò parecchi giorni per berne, poi di ritorno dalla cerimonia di incoronazione, si stabilì a Montefiascone, per continuare a bere quel vino eccellente, e ne consumò talmente tanto che si ammalò e morì, nel 1113 a Montefiascone. Venne sepolto nella chiesa di San Flaviano, dove ancora si può leggere, sulla lapide in peperino grigio, l'iscrizione: "Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk".

 


 

 
La Basilica e Cattedrale di Santa Margherita, patrona di Montefiascone, ha una delle più grandi cupole d’Italia ( la terza dopo quella di San Pietro a Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze ) di stile bramantesco, infatti è visibile da quasi tutto il territorio dell’Alta Tuscia e partecipa a formare il caratteristico profilo di Montefiascone. La parte inferiore fu progettata probabilmente dall’architetto fiorentino Antico di Stefano e poi nel XVI secolo fu innalzato l’ottagono superiore dall’architetto Michele Sanmicheli ( 1484 – 1559 ). Accanto all’entrata della Basilica nel 1840 vennero poi costruite le 2 torri campanarie, a cura dell’architetto Paolo Gazola, mentre la parte interna del Duomo venne adornata di sculture e pitture da parte di Luigi Fontana ( 1827 – 1908 ).

La chiesa di San Flaviano. La chiesa di San Flaviano risale al XII secolo e presenta una singolare struttura in stile romanico composta da due chiese sovrapposte.
La facciata della chiesa è del 1262, rimasta incompiuta è formata nella parte inferiore da tre arcate gotiche sormontate da una loggia rinascimentale del ‘500. Nell’arcata centrale si apre un portale in stile gotico da cui si accede alla chiesa inferiore. Risalente al 1032 ha una pianta basilicale con tre navate divise da pilastri e colonne di foggia diversa; sul fondo si aprono tre absidi disposte ad arco. L’interno della chiesa è riccamente decorato da affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo.

La chiesa rurale di Torano. E' sorta probabilmente sui resti di un antico tempio etrusco , dedicato alla dea etrusca Turan. E' intitolata alla Madonna di Torano , raffigurata in un affresco della seconda metà del ‘400 con Bambino benedicente

La Rocca dei Papi. Uno dei più suggestivi monumenti montefiasconesi è la Rocca, un’imponente fortificazione fatta costruire alla sommità del colle falisco nel corso del 1200 a difesa della città, che grazie a Urbano V, nel XIV secolo, diviene una vera e propria residenza per la Corte Pontificia. Molti suoi successori la scelgono poi come dimora o come meta di villeggiatura, una consuetudine che le fa guadagnare l’appellativo di Rocca dei Papi. Nel XIV secolo con papa Giovanni XXII questi ambienti ospitano anche una delle zecche pontificie, che conia una nuova moneta papalina, la cosiddetta "paparina"

 

 

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