|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Chiesa di San Francesco (Sec XIII) La chiesa è ricca di richiami artistici di varia natura: sul fondo del presbiterio, davanti all'abside si erge solenne il monumento funebre dei conti gemelli Francesco e Nicola, opera di Paolo da Gualdo (1400), poi l’affresco di Sant’Antonio da Padova tra S. Sebastiano e S. Rocco, attribuito per la sua raffinatezza, composizione e spessore artistico a Michelangelo. Sulla parete destra è visibile invece un affresco con Sant'Antonio Abate o San Terenziano, tra S. Sebastiano e S. Rocco, opera attribuita ad Antonio del Massaro, detto il Pastura (fine '400). Portale dell’Ospedale di San Sebastiano (Sec. XII) Sul Corso F. Petrarca è visibile il bel portale dell’Ospedale di San Sebastiano, attribuito a maestri comacini attivi nel XII sec. a Tuscania. La lunetta proviene probabilmente dalla demolita Collegiata di San Giovanni Evangelista, dove era stata trasportata forse dalla diruta abbazia di Santa Maria in Campis, nei pressi di Vico Matrino (loc. le Torri). Santuario della Madonna del Piano ( Sec. XVI - XVII) La costruzione ebbe inizio il 3 settembre 1559 su disegno del Vignola. Al suo interno un pregevole ciclo di affreschi attribuiti a Francesco Cozza, mentre la pala raffigurante la Madonna col bambino è attribuita ad Andrea Vanni. Chiesa della Madonna delle Grazie (Sec. XIV-XV) L'umile chiesa rurale sorge ai margini di un antico crocevia dove l'asse della Cassia medievale o Via Francigena incontrava le strade che univano la valle del Tevere con la costa tirrenica. E’ stata ampliata per offrire ai pellegrini un rifugio e un luogo di preghiera lungo la via per Roma. Chiesa di San Rocco (Sec. XV) La costruzione, conservatasi nel tempo semplice ed originale, mostra elementi di transizione tra il romanico e il gotico. La tradizione popolare lega le benefiche proprietà delle acque dell’omonima fonte al passaggio e alla permanenza nella zona del Santo Pellegrino
Il complesso detto “Torri d’Orlando”
si trova in uno dei tratti più
suggestivi della Francigena laziale,
sulla Via Cassia antica, immerso nei
noccioleti che caratterizzano questa
parte del percorso. Le
Torri asono ruderi di epoca romana,
posti sui due lati della strada e da
identificare molto probabilmente con ciò
che resta di sepolcri destinati agli
antichi proprietari di queste terre. Il
loro soprannome deriva dalla particolare
altezza di almeno due di essi, il più
alto, composto da un tumulo cilindrico
su base quadrangolare, raggiunge i
quindici metri. Accanto ai ruderi romani
c’è un’altra Torre, ma di epoca
medievale. Si tratta di un campanile
diroccato, in blocchi di tufo e con le
pareti decorate da archetti pensili e
lesene, che apparteneva a una chiesa
oggi non più esistente, i cui resti sono
stati oggetto di indagini archeologiche
negli anni ’60 del Novecento. L’edificio
era lungo 37 metri e largo 21, aveva tre
navate, tre absidi, una cripta e
un’unica porta in facciata. Alcuni
studiosi la identificano con la chiesa
di Santa Maria in Campis, nota solo
dalle fonti.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||