Campagnano
Romano
è
posta
tra
la
Valle
del
Baccano
e il
lago
di
Martignano.
L'insediamento
più
antico
accertato,
risalente
all'età
del
Bronzo,
vi
compare
intorno
al
1500
a.C.
Nel
periodo
etrusco
l’area
subisce
l’influenza
della
cultura
falisca
e
capenate.
Agli
Etruschi
si
deve
la
tagliata
del
VII
secolo
a.C.
che
collega
la
valle
di
Baccano
con
il
lago
di
Martignano.
Dopo
la
sconfitta
della
città
etrusca
di
Veio,
il
territorio
di
Campagnano
fu
teatro
di
scontri
tra
Etruschi
e
Romani.
Con
l'inizio
del
III
secolo
a.C.
iniziò
il
ripopolamento
dell'area,
che,
dopo
la
presa
di
Falerii
nel
241
a.C.,
entrò
a
far
parte
del
dominio
romano.
Sulla
sommità
del
monte
Razzano
viene
eretto
un
tempietto
dedicato
a
Bacco,
da
cui
ha
origine
il
toponimo
di
ad
Baccanas
dato
alla
Valle
di
Baccano.
L'età
imperiale
vede
un
periodo
di
intenso
aumento
demografico
e
dell'abitato,
parallelamente
al
rinnovato
interesse
per
l'Etruria
settentrionale
e
per
la
via
Cassia.
Nella
valle
di
Baccano,
a
ridosso
della
strada
romana
sorse
la
Mansio
ad
Vacanas,
ovvero
una
stazione
di
posta,
per
il
ristoro
dei
viaggiatori
ed
il
cambio
dei
cavalli.
Costruita
nel
I
secolo
d.C.
su
strutture
di
epoca
repubblicana,
la
mansio
era
composta
da
un'area
adibita
al
riposo
del
viaggiatore
(impianti
termali
e
botteghe),
un'area
adibita
alla
cura
dei
cavalli
(stalle
e
rimesse),
un'area
adibita
alle
attività
pubbliche
(caserma
dei
soldati,
piazza
del
mercato,
portico
con
fontana).
Gli
scavi
qui
condotti
hanno
confermato
il
percorso
della
strada,
segnalato
negli
antichi
itinerari.
Tra
VIII
e IX
secolo
dai
fondi
romani
ormai
disabitati
nascono
le
Domuscultae,
zone
destinate
all'agricoltura
a
coltura
mista,
amministrate
dal
Papa
che
nell'VIII
secolo
inizia
a
governare
economicamente
il
territorio.
Le
Domuscultae
nacquero
con
lo
scopo
di
ricolonizzare
la
campagna
romana
disabitata
e
allo
stesso
tempo
difenderla
e
amministrarla.
Abbiamo
nel
1076
le
prime
documentazioni
scritte
dell'esistenza
di
Campagnano,
all'epoca
dello
smembramento
della
Domusculta
Capracorum.
Con
la
caduta
della
Domusculta
ebbe
inizio
la
fase
di
incastellamento
di
Campagnano:
gli
abitanti
dei
borghi
sparsi
nel
territorio
limitrofo
si
trasferirono
in
luoghi
di
difesa
e
iniziarono
a
fortificare
la
rocca
tufacea
dell'attuale
borgo
di
Campagnano.
Alla
caduta
dell'impero
il
territorio
di
Campagnano
era
occupato
soltanto
da
sparsi
nuclei
abitati,
il
più
rilevante
dei
quali
era
il
vicus
Baccanensis.
Le
continue
pressioni
di
Ostrogoti,
Visigoti,
Longobardi,
Franchi
e
Saraceni
provocarono
l'abbandono
delle
zone
rurali:
i
contadini
si
rifugiarono
nella
città,
lasciando
le
piccole
proprietà,
che
vennero
accorpate
ai
grandi
possedimenti.
Nel
Medioevo
presso
la
Valle
di
Baccano,
transitava
la
Via
Francigena
o
Romea,
di
cui
la
Mansio
ad
Vacanas
costituiva
luogo
di
sosta.
In
particolare,
nell'Itinerario
di
Sigerico,
con
il
nome
di
Bacane
essa
costituiva
la
III
Subambsio
in
uscita
da
Roma.
Nel
1410
il
senato
di
Roma
vende
la
città
di
Campagnano
a
Gentile
Orsini.
Con
gli
Orsini
inizia
il
periodo
d'oro
di
Campagnano,
che
subisce
grandi
trasformazioni
urbanistiche.
Diventa
nel
XV
secolo
meta
di
soggiorni
di
papi,
cardinali,
nobili
di
alto
rango
con
i
seguiti
delle
loro
corti,
per
godere
dei
benefici
della
campagna
mentre
a
Roma
infuriava
la
peste
nera.
Gli
Orsini
fecero
costruire,
all'incirca
nella
prima
metà
del
XV
secolo,
un
castello
che
ebbe
notevole
importanza
militare,
strategica
e
architettonica
nell'alto
Lazio
rinascimentale
che
venne
in
parte
demolito
nel
XVIII
secolo.
Fra
il
'600
e il
'700
viene
costruito
un
nuovo
borgo,
più
a
sud
rispetto
al
borgo
medievale
chiamato
il
Borgo
Paolino,
oggi
corrispondente
a
Corso
Vittorio
Emanuele,
e
viene
costruita
la
colossale
Porta
Romana,
oggi
chiamata
semplicemente
"l'Arco"
dai
campagnanesi,
che
diventa
ben
presto
un
simbolo
dell'intera
cittadina.
L'espansione
dell'abitato
di
Campagnano
che
si
ha
in
questo
periodo
porta
al
graduale
abbandono
e
del
centro
storico,
che
durerà
fino
alla
fine
del
XIX
secolo.
Il
borgo
verrà
rivalutato
e
restaurato
solo
con
l'inizio
del
XX
secolo.