La Festa di San Famiano a Gallese (e la tradizione delle Zitelle)

 

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di Giacomo Mazzuoli

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San Famiano è il patrono di Gallese ed è molto venerato dagli abitanti di questo caratteristico paese della Tuscia. La festa in onore del santo si svolge a cavallo del’8 agosto, anniversari della morte avvenuta nel 1150. Fanno da cornice alla festa numerosi eventi il più tipico dei quali è la processione delle zitelle, secondo tradizione antica, ragazze nubili, povere, devote e oneste che dopo essere state estratte a sorte il 17 luglio, ricevevano la promessa della dote. Le "Zitelle" erano, secondo la tradizione antica, ragazze nubili, povere, devote e oneste che, secondo documenti del 1519, dopo essere state estratte a sorte il 17 luglio, ricevevano la promessa della dote. Le ragazze venivano estratte a sorte tra quelle povere, oneste, gallesine e venivano provviste di dote in caso di matrimonio o essendosi fatte monache. Secondo la volontà testamentaria di Curtio Vanni, dal 1614 iniziarono a partecipare alle processioni di San Famiano il 7 e 8 agosto, vestite di bianco, con abito appositamente confezionato e drappeggiato con tante piccole pieghe fermate con spilli ed il cingolo alla vita, la candela nella mano destra ed il volto semi coperto da un velo bianco. Le Zitelle venivano estratte a sorte dal Bussolo in cui erano stati inseriti, su espressa loro richiesta ai fattori della Confraternita di San Famiano, i nomi delle ragazze con i seguenti requisiti: Essere nubili e non essere già state Zitelle. Avere compiuto 15 anni (dal 1825 l'età era scesa a 12 anni) Essere native di Gallese da almeno un genitore gallesino. Essere povere, cioè, secondo il vescovo Diocesano, che si procuravano il lavoro dalle loro mani. Essere oneste. Aver ricevuto la "Fede", documento che attestava l'effettiva povertà e la riconosciuta onestà della ragazza sottoscritta dal Parroco di residenza. Al di là delle richieste, in ogni caso, il Vescovo Diocesano, nella sua visita pastorale del 1697, invita ad imbussolare soltanto i nomi delle ragazze in possesso veramente di tutti i requisiti richiesti. La dote veniva promessa con cedola della Confraternita del Santissimo Rosario e materialmente elargita, con garanzia del marito, dopo aver contratto matrimonio secondo le disposizioni del Sacro Concilio di Trento e della Madre Chiesa. In mancanza di figli legittimi naturali, il sussidio dotale doveva essere restituito. In caso di scelta di vita monastica, il sussidio doveva essere pagato alla "Abbadessa del Monastero" dopo che la ragazza aveva fatto la sua solenne professione. Nel maggio del 1723, la dote era di 13 scudi e 50 baiocchi. Alla fine del 1800 il fondo dotale era quasi scomparso e si provvedeva in parte con i contributi delle famiglie benestanti. E' in questo momento che, probabilmente, compare la figura della "madrina" a rappresentare la famiglia che elargiva la dote. Nel 1922 il fondo dotale fu incamerato a favore del Comitato Provinciale Orfani di Guerra di Viterbo e la dote, da allora, fu totalmente elargita da alcune famiglie di Gallese fino agli anni '50. Dal 1986 alla Zitella viene consegnata una dote simbolica rappresentata da una medaglia d'oro con riprodotta l'effige di San Famiano, mentre alla madrina viene consegnata una targa che ricorda l'Evento.

San Famiano nacque a Colonia nel 1090, venne chiamato Quardo e più tardi Famiano per la fama acquistata per i miracoli che gli sono stati attribuiti. Il 17 luglio del 1150 giunse a Gallese dopo che dal 1108, a diciotto anni, aveva intrapreso un lungo pellegrinaggio attraverso i Santuari italiani. Proseguendo quindi per Compostela, Quardo si fermò nel piccolo monastero dei SS. Cosma e Damiano dove, presi i voti religiosi, rimase per venticinque anni. Nel 1150 giunse nuovamente in Italia di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, ma proprio a Roma, gli Apostoli Pietro e Paolo in sogno gli indicarono in Gallese la meta del suo ultimo pellegrinaggio. Il 17 luglio Quardo, giunto nel territorio gallesino, stremato dalla sete, percosse una parete tufacea da cui sgorgò, miracolosamente, una fonte di acqua. In Gallese, Quardo fu ospitato da Ascaro che venne miracolosamente guarito da una grave malattia. Giunto al termine della sua esistenza e ormai infermo, il monaco espresse il desiderio ultimo di voler trovare sepoltura in una grotta ai piedi della collina e nei pressi di un corso d'acqua. L'8 agosto 1150, giorno della sua morte, tutto il popolo di Gallese onorò la salma trasportandola nel luogo indicato dove ebbero inizio le prime guarigioni miracolose. Il corpo poggia ancora oggi sul tufo dove fu adagiato. Nel 1154 Adriano IV canonizzò Quardo mutando il suo nome in Famiano a testimonianza della fama dei suoi miracoli. La Chiesa di San Famiano venne eretta fuori dalle mura di Gallese nei pressi del torrente Rio Maggiore dove il corpo del Santo era stato deposto.

 

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa di San Famiano a Gallese

Panorama di Gallese

 
 
  Le zitelle di San Famiano in posa   Fontana della Rocca con gallo I facchini portano a spalla il santo  Le zitelle di San Famiano in processione

Le zitelle di San Famiano in posa

Fontana della Rocca con gallo I facchini portano a spalla il santo Le zitelle di San Famiano in processione
 

 

    Il santo in processione per le vie del paese Cascata di fuoco  
Il santo in processione per le vie del paese Cascata di fuoco
       
       
 

 


 

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