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E’ tradizionalmente festeggiato il 30 Novembre Sant’Andrea
Apostolo patrono di Canino, a cui è dedicata, insieme a San
Giovanni Apostolo, la Chiesa Collegiata. Sant’Andrea Apostolo,
umile pescatore nativo della Galilea e fratello di Simon Pietro,
Morì a Patrasso crocifisso su travi disposte ad X probabilmente
durante l’impero di Nerone.
Le sue reliquie, prima a Bisanzio, furono trasferite nel 1206 a
Amalfi , nella cripta del duomo, tranne il capo che rimase nella
città di Patrasso ,dove il Santo subì il martirio. Nel 1460 ,
quando i Turchi invasero la Grecia, la reliquia fu sottratta
alla profanazione e portata a Roma dove sarà custodita in San
Pietro per cinque secoli , fino a quando il Papa Paolo VI, nel
1964 la farà restituire alla Chiesa di Patrasso.
Il Santo viene rappresentato con gli attributi del libro e
della croce ad X appunto detta Croce di Sant’Andrea, è il
patrono dei pescatori e dei pescivendoli e viene invocato contro
le ingiustizie e la sterilità femminile.
Una antica usanza, risalente probabilmente al Medio Evo , è
quella di far fare ai ragazzi, la sera della vigilia della festa
, le cosiddette "Scampanate", lunghe e rumorose file di
barattoli e altri materiali in latta e ferro legati tra loro e
trascinate e percosse con bastoni.
Tutto ciò al fine di fare il più rumore possibile, affinché
Sant’Andrea potesse udire, oltre le preghiere, questo ulteriore
omaggio della popolazione di Canino ed esaudire il desiderio di
una gran parte di essa: quello di far tirare , per qualche
giorno, un vento cosi forte da far cadere a terra tante olive,
in modo che nei giorni seguenti, donne e bambini potevano
recarsi nei campi e raccogliere in terra quello che non potevano
toccare quando era sulla pianta, in quanto proprietà di pochi
Signorotti locali e trarne così quella poca quantità di olio
bastante alloro piccolo fabbisogno.
Sicuramente nel Medio Evo non venivano trascinati barattoli e
latte per fare la "Scampanata" ma, e da qui il nome,
venivano suonati campani in ferro e bronzo come quelli che
possiamo vedere ancora oggi al collo di vacche e pecore e anche
campanelline in bronzo di più piccole proporzioni, così come il
pesce di Sant’Andrea, che la mattina del 30 Novembre tutti i
bambini di Canino troveranno sopra il tavolo , non era di
cioccolata ma di pasta e miele.
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