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Gli “altarini”, ovvero
edicole e nicchie votive con immagini sacre, in particolar modo
della Vergine (di qui anche il nome di “madonnelle”), sono diffusi
in tutta la Tuscia. Basta passeggiare nei centri storici dei nostri
paesi, inoltrarsi tra i vicoli dei borghi, per imbattersi un pò
ovunque nella discreta presenza di queste semplici testimonianze
della devozione popolare.
Non fa eccezione Civita
Castellana, operoso capoluogo del territorio falisco, dove anzi la
concentrazione e la varietà di questi esempi di “arte di strada” –
un misto tra culto, minimalismo artistico e arredo urbano – è
davvero cospicua.
Gli “altarini” sono posti
in alto, addossati a muri e pareti: invitano il passante ad elevare
lo sguardo, come quando in chiesa ci si volge verso l’altare, e lo
esortano alla preghiera o ad una invocazione.
Spesso fioriti, grazie
alla cura di mani devote, sono dedicati in gran parte alla Vergine e
nel mese di maggio erano oggetto di particolare devozione, per
l’abitudine – non ancora del tutto scomparsa – delle donne residenti
lungo la via di radunarsi presso di essi per la recita del rosario.
Anche a Civita Castellana
la Vergine, riprodotta in affresco, in mosaico, in statuine di
gesso, è il soggetto più rappresentato. Se ne riscontrano tuttavia
numerosi altri: da San Giuseppe al Sacro Cuore di Gesù, ai Santi
Martiri Marciano e Giovanni. Questi ultimi sono riprodotti, secondo
la loro tradizionale iconografia, in bei quadri murali in ceramica,
coerentemente con la vocazione artigianale e industriale del
comprensorio, antico e qualificato polo per la produzione e la
commercializzazione di manufatti ceramici.
Abbiamo voluto inserire
nella nostra selezione anche due emergenze che non potrebbero, a
rigore, essere qualificate come “altarini” ma che analogamente sono
tradizionale espressione di religiosità e devozione popolare.
Abbiamo infatti selezionato uno stemma raffigurante la Sacra
Eucarestia su un portale nell’atrio del Duomo e uno dei numerosi
trigrammi bernardiniani che si possono riscontrare sui portali del
centro storico. Questi ultimi, in particolare, data la loro
capillare diffusione in tutta la Tuscia (e non solo) meritano
senz’altro una trattazione a parte, cosa che ci proponiamo di fare
in un prossimo futuro.
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