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| La cacciata di Eliodoro dal tempio |
Abbiamo già scritto che la terra di Tuscia non cessa mai di
stupirci: è come uno scrigno da cui emergono preziosi sempre nuovi e
inaspettati. La storia che oggi raccontiamo conferma e ancora una
volta fa rivivere questa indiscutibile evidenza.
Correva l'anno 1972 allorché Tarcisio De Paolis, avendo acquistato
una vecchia casa nella storica Piazza Leandra, in pieno centro
storico a Civitavecchia, e accingendosi a ristrutturarla si accorge
che in uno degli ambienti, sotto strati di calce, vernici e carta da
parati, emergono pitture di una straordinaria qualità e bellezza.
Non senza sorpresa si rende conto che si tratta di una replica degli
affreschi raffaelleschi della Stanza di Eliodoro in Vaticano, fatti
dipingere da Papa Giulio II tra il 1510 e il 1513 e in particolare:
il”Miracolo di Bolsena”, la “Cacciata di Eliodoro dal Tempio” e la
“Battaglia di Ponte Milvio tra Costantino e Massenzio”.
Il proprietario, volendo conservare e tutelare un tale patrimonio
artistico, per anni cerca invano qualcuno che si occupi degli
affreschi, ne curi il restauro e ne indaghi le origini. Alfine,
falliti i suoi tentativi, decide di ricoprire il tutto.
Siamo arrivati al 2011 e il destino degli affreschi sembra ormai
segnato: è a questo
punto tuttavia che un accordo tra il Comune di Civitavecchia e
l’Università della Tuscia consente finalmente l’avvio di un
intervento di recupero, tutela e valorizzazione tutt'ora in corso.
Oggi gran parte di quelle pitture sono state infatti riportate alla
luce e alcuni dettagli rivelano misteriose differenze con i
corrispondenti dipinti del Palazzo Apostolico, rendendo il mistero
sulla loro origine ancora più fitto e affascinante.
Chi volesse far visita a questa esclusiva e insolita emergenza
culturale e artistica può rivolgersi al CRAL di Civitavecchia,
effettuando una prenotazione all'indirizzo info@cralcivitavcchia.it
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