di Giacomo Mazzuoli © settembre 2021

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Le Grotte del Mereo a Bisenzio (Capodimonte)





 
 
 
Tomba con due camere in asse e tetto a spiovente La tomba dipinta GM2
Tomba con due camere in asse e tetto a spiovente (1) La tomba dipinta GM2(1)
 

La zona intorno all'antica Bisenzio è ricca di storia e di necropoli etrusche che hanno restituito oggetti di grande bellezza e in grande quantità. I siti più interessanti sono Olmo Bello, Polledrara, Bucacce e, per l'appunto Mereo (o Grotte del Mereo). Quest'ultimo, poco conosciuto, è stato oggetto di ricerche archeologiche probabilmente già a partire dal 1885, ad opera degli stessi proprietari dell'area, i Brenciaglia. Una sintetica relazione di quell'epoca riporta che furono indagate una ventina di tombe a camera, nessuna delle quali era inviolata e in cui comunque furono rinvenuti materiali ceramici risalenti al VII – VI secolo a.C. Nel 1972, su segnalazione del GAR locale, la Soprintendenza autorizzò una campagna di scavi che condusse a scoperte piuttosto interessanti, concernenti in particolar modo due tombe dipinte. Dopo gli scavi, i relativi rinvenimenti e le pubblicazioni in merito, le tombe furono reinterrate e sul sito calò di nuovo l'oblìo della comunità scientifica. Qualche mese fa colpì la nostra attenzione la foto, pubblicata recentemente su Facebook, di una tomba con soffitto e pareti dipinte in rosso che sembrava proprio quella del Mereo. La conferma è venuta dalla lettura di uno studio di A. Naso1 del 1997 che si focalizza sui reperti rinvenuti nelle campagne di scavo e sulle due tombe dipinte della necropoli, denominate GM1 e GM2. A questo punto abbiamo iniziato le ricerche sul campo, quelle che più ci appassionano, alla riscoperta delle tombe del Mereo.

La necropoli è disseminata in una collina che si trova a pochi metri dalle rive del lago. Il terreno è piuttosto scosceso e la vegetazione è talvolta inestricabile. Nel lato rivolto a nord, a livello più basso, abbiamo fatto le scoperte più interessanti: innanzi tutto le due tombe dipinte già documentate in letteratura, più una terza, inedita, con le pareti affrescate di rosso, un columen in rilievo e due camere laterali. Poi tombe più antiche, alcune con soffitto a botte, una con un complesso piuttosto articolato di banchine per la deposizione e una sorta di letto a baldacchino, un'altra con delle spalliere sopra le banchine nella parete di fondo. Più in alto è visibile il lavoro, piuttosto recente, di scavi clandestini: una tomba con loculi parietali, probabilmente di epoca tarda, conserva ancora le tegole di terracotta che chiudevano il loculo dell'inumato.

1Alessandro Naso, Nuovi dati sulla necropoli etrusca di Grotte del Mereo (Capodimonte), pp. 75-122



 




La Tomba dipinta GM1 (1)

Tomba con volta a botte e banchine

Tomba con volta a botte e banchine (1)

Tomba con pareti dipinte e columen

Tomba con pareti dipinte e columen (1)

Tomba con banchine perimetrali e letto a

Tomba con banchine perimetrali e letto a "baldacchino" (1)

Tomba con spalliere sulla parete di fondo

Tomba con spalliere sulla parete di fondo (1)

La tomba con loculi parietali e tegole (probabile scavo clandestino recente)

La tomba con loculi parietali e tegole (probabile scavo clandestino recente) (1)

 
(1) Foto G.Mazzuoli  

 

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