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E' finita la sbronza
elettorale e la dura realtà ci sottopone repentinamente altre schede
da riempire. Questa volta però non si tratta dei soldi promessi in
campagna elettorale
ma
di quelli da sborsare a sostegno di uno Stato che ci sostiene sempre
meno.
Il
16 giugno è una data storicamente strategica per il fisco italiano,
quest'anno lo sarà ancora di più. Siamo tra i paesi del mondo con la
più alta pressione fiscale e il 2014, nonostante le dichiarazioni
preelettorali dei componenti del Governo e la presunta riduzione del
cuneo fiscale, il livello globale aumenterà dal 43,7% al 44% del PIL
(fonte DPEF 2014 del governo medesimo). La parte del leone stavolta
la fanno le tasse comunali e qui c'è da dire che, solo a leggere le
sigle, la creatività italiana ha dato il meglio di sè: IUC, TARI,
TASI e IMU.
A leggere i preamboli
delle delibere comunali che regolano questi tributi c'è da fare un
sacco di riflessioni:
"VISTA la legge n. 147 del 27/12/2013 con la quale viene istituita la
I.U.C. - Imposta Unica Comunale- che lascia salva la
disciplina per l’applicazione dell’IMU"
Prima riflessione: Uno legge IUC, Imposta
Unica Comunale, e pensa
che finalmente c'è una tassa unica (nel senso di una sola per tutte)
da pagare. Invece no, la disciplina dell'IMU resta salva, ovvero
l'IMU si continuerà a pagare.
Seconda riflessione: La
stessa illusione ce la eravamo fatta quando comparve la sigla IMU,
ovvero Imposta municipale
unica. Forse ci siamo persi il significato dell'aggettivo unico,
anche se la Treccani si ostina a definirlo così:
ùnico1
agg. [dal lat. unĭcus, der. di unus «uno, uno solo»] (pl. m. -ci). –
1. a. Che è il solo esistente
A dar retta ai
preamboli c'è da lambiccarsi il cervello:
"Dal 01 gennaio 2014 è stata
istituita la IUC, l'Imposta Unica Comunale, che si compone dell'IMU,
della TARI (Tassa sui Rifiuti) e della TASI, la Tassa per i
Servizi Indivisibili".
Ricapitolando, abbiamo una tassa unica che fa
parte di un'altra tassa unica che, pur essendo unica, è composta da
tre tasse. Paradossale. Ma non è finita qui. Le scadenze per IMU e
TASI erano fissate per il 16 giugno, la stessa data della
dichiarazione dei redditi annuale. La TASI è una nuova tassa e molti
comuni non hanno fatto in tempo a stabilire aliquote e detrazioni,
pertanto per loro la data del pagamento è slittata a ottobre, per
quelli che hanno fatto in tempo invece la data è quella prevista.
Sembra che calcolare questa tassa sia un'impresa titanica poichè è
legata al valore catastale degli immobili e a tanti altri parametri
con la possibilità di migliaia di combinazioni.
Oltre
il danno economico di dover pagare le tasse, c'è quindi la beffa di
non poterlo fare da soli, perchè è difficile. Allora bisogna subire
l' ulteriore danno di dover rivolgersi a un commercialista o a un
CAAF e spendere altri soldi solo per calcolare le tasse da pagare
senza errori (così almeno si spera). E pensare che quei dati
necessari al calcolo delle tasse, locali e nazionali, sono in
possesso delle stesse amministrazioni pubbliche (Stato e Comuni) che
ne richiedono il pagamento. Sarebbe così difficile, nell'èra della
globalizzazione digitale, ricevere a domicilio un modulo
precompilato che riporti l'entità e la descrizione dei singoli
tributi, o meglio ancora di tutti i tributi messi insieme? A
giudicare dal particolare riportato nella foto, che si riferisce al
quadro dei fabbricati del modello Unico 2014 siamo lontani da questa
logica e civile soluzione. Lo Stato pretende addirittura di sapere,
per ciascun immobile posseduto, l'ammontare dell'IMU dovuta e
presumibilmente pagata (ai Comuni) per il 2013. A cosa serva non lo
sappiamo, però chi ha più di un immobile, come se non bastasse
calcolare le tasse per l'anno in corso, deve andare a ricalcolarsi
l'IMU dell'anno passato e riportare i risultati nelle apposite
caselle. E se non lo sappiamo noi forse non lo sa nemmeno chi ha
redatto l'Unico 2014, guardate la casella evidenziata nella foto qui
sotto: "Abitazione principale non so", cosa vorrà dire?

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