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Dopo ripetute visite e un attento studio in loco nonché uno scrupoloso esame
delle fotografie che ho scattato all’edificio
megalitico, mi sono ulteriormente convinto che
l’edificio megalitico, da me individuato, come tale, nei
boschi intorno a Montesenario (lato Polcanto),
sicuramente si tratta di:
a) un edificio di culto proto-villanoviano (XI-X sec. a.C.);
b) che, più specificamente si tratta di un tempio dedicato al dio sole (vedi
disegno);
c) che i disegni antropomorfi che si trovano all’interno della cella,
sono
originali, del periodo proto-villanoviano, tratteggiati in nero, forse con
carbone;
d) che i disegni rappresentano in modo alquanto stilizzato: uomini, in
atteggiamento di adorazione (vedi foto). In una di
queste foto si distingue chiaramente un uomo(stilizzato
alla “maniera villanoviana”) che allarga le braccia in
segno di adorazione davanti all’immagine del sole,
formato da un puntino a tanti raggi (vedi foto);
e) che l’edificio è ubicato in direzione NE-S-W (alba e tramonto);
f) che lo stesso edificio di culto è composto da un lungo ‘dromos’
(ambulacro) e da una cella, munita di aperture che
lasciano passare la luce e i raggi del sole; tale cella
è sormontata da una specie di cupola, sorretta da una
specie di colonna quadrangolare un po’ smussata agli
angoli;
g) che tale edificio è crollato in parte (fianco sinistro) per motivi che io
ritengo non dovuti alla violenza dell’uomo, ma a cause
naturali: forse uno smottamento, che potrebbe essere, a
sua volta derivato ad un terremoto, oppure a piogge
eccessive che hanno impregnato il terreno fino a farlo
'smottare';
h) che in tale edificio (tempio) non esistono segni alfabetici o
epigrafi, ma solo disegni antropomorfi, tipici del
periodo arcaico pre-etrusco;
i) che intorno alla zona del santuario, e sulle strade che conducono ad
esso, ci
sono moltissimi segni simbolici, che alludono alla presenza nelle vicinanze
di un tempio, per lo più raffiguranti il sole (una
serie di puntini messi in cerchio, con un puntino
centrale), frecce, crocelline, etc., e, soprattutto
‘ometti’ del tipo villanoviano, in vari atteggiamenti,
per lo più graffiti su grossi massi e sassi di piccola
e media dimensione.
Questo è quanto io mi sento di dire riguardo al tempio proto-villanoviano,
da me individuato, che probabilmente si trovava in
uno snodo di strade importanti, che da una parte
(lato Est) portavano a Polcanto, valle del Faltona
(Borgo San Lorenzo); in direzione Sud verso Monteronzoli
e Fiesole; dalla parte nord verso il Mugello e
l’Appennino Tosco-Emiliano e, ad Ovest, verso la
Tassaia o Sassaia(diventata Abbazia nell'alto Medioevo)
e Tagliaferro.
Ovviamente non ho la pretesa di affermare che quanto ho scritto sia da
prendere come “oro colato”, ma neppure che venga
considerato come un qualcosa di poco affidabile “da
prendere con le molle”. Mi sembra di poter affermare che
quanto ho detto, anche in relazione a quanto ho
mostrato con questa mia documentazione fotografica,
corrisponda con obiettività alla realtà delle cose o,
perlomeno, queste cose non me le vado inventando nella
mia mente, ma sono sicuro (in buona fede) di
quello che dico, perché le stesse hanno un riscontro
reale basato su una molteplicità ‘risultanze’ obiettive
che confermano queste mie ipotesi.
Ora la parola passa agli specialisti, se vorranno occuparsene, ma temo che
dovrà passare ancora molto tempo......
©
Paolo Campidori
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