Pubblichiamo il consueto articolo di Padre Vincenzo Bordo (Kim Ha Jong) in occasione dell'ottobre missionario

Il GRANDE SOGNO di un missionario e’ quello di andare in un paese lontano. Vivere come vive la gente, parlare la loro lingua, vestire gli stessi indumenti, mangiare alla stessa tavola, studiare e apprezzare quella cultura e con umiltà e dedizione servire i poveri di quella nazione. Diventare come loro ed uno di loro. Poi riposare in pace in quell’angolo di mondo. 

Ripercorrendo la mia esistenza, alle soglie dei sessant’anni, mi sembra di poter affermare che, grazie a Gesù, tanti di questi sogni si sono realizzati: vivo in un Paese che apprezzo e amo e in cui lavoro per gli indigenti. Parlo la loro lingua, condivido gli stessi pasti, vesto come loro. E forse proprio per questo, il Governo, vedendo questo sincero, lungo e faticoso cammino di condivisione, ha deciso, con un decreto presidenziale, di onorarmi della cittadinanza koreana. Nella cerimonia di consegna del passaporto, dopo aver fatto il giuramento di fedeltà alla Repubblica, quando il Ministro mi ha consegnato la bandiera della Korea, dolci lacrime di felicità sono scese dai miei occhi. Sì, ora sono a tutti gli effetti un cittadino koreano. Il mio sogno si è realizzato.

Quindi, quando passerete da queste parti e avrete il desiderio di farmi visita, non cercate Vincenzo Bordo, perché questa persona non risulta più presso l'anagrafe koreana. Cercate invece KIM HA JONG. Questo e’ il mio nuovo nome nei documenti. ‘Kim’ e’ il cognome del primo sacerdote koreano. Un giovane stupendo ed entusiasta della vita. Innamorato di Dio e della sua gente. E’ morto martire a soli 25 anni! ‘Ha Jong’, significa: ‘Servo di Dio’. Sì, seguendo le orme di Gesù ho imparato a scegliere i poveri e ad essere servo di questi fratelli e sorelle più diseredati. Così quel piccolo sogno di un giovane ragazzo si e’ trasformato in uno stupendo progetto di fratellanza e amicizia tra due popoli: l’Italia e la Korea. Nazioni che hanno potuto incontrarsi, conoscersi e stimarsi a vicenda nella ricchezza delle loro millenarie culture anche grazie a quel minuscolo, fragile e barcollante ponte di bambù che anch’io ho contribuito a costruire .

In questi anni ho imparato, inoltre, che le paure del nuovo sono solo degli alibi per mascherare i nostri meschini egoismi nascosti con legittime pretese di sicurezza. Che le diffidenze verso il diverso sono solo fantasmi dovuti alla stupida ignoranza e alla presuntuosa arroganza di chi non ha niente da imparare.

Mentre ho compreso che una vita fatta di accoglienza, ascolto, condivisione, dialogo porta ad allargare la mente a nuove e stupende conoscenze, lo spirito ad orizzonti infiniti e ad aprire il cuore a delle incredibili sensazioni mai provate prima d’ora. Il diverso non e’ una minaccia ma al

contrario una imprescrutabile ricchezza.

Ora mi sto preparando per realizzare l’ultima tessera di questo grande mosaico che è stata la mia vita in Oriente: riposare in pace tra le dolci colline e i bei boschi di questa Nazione. E per far ciò mi sono iscritto al registro dei donatori d’organi. Quello sarà, quando Dio vorrà, l’ultimo frammento all'INCANTEVOLE SOGNO che il Signore ha realizzato in questo angolo di mondo. 

Buon ottobre missionario là dove siete chiamati a vivere.

Ottobre missionario 2016                       P. Kim Ha Jong Vincenzo

 

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