Per ora si parla di 60 – 90 pezzi, non sappiamo se siano compresi gli affreschi della François

 

E' questo il "primo passo" dell'accordo "storico" tra il ministero dei Beni culturali e la famiglia Torlonia che porterà all'esposizione permanente della collezione, che conta 620 pezzi di arte romana e greca, in una "sede di prestigio" nella città di Roma. L'accordo è stato siglato oggi al Mibact dai rappresentanti della Fondazione Torlonia e dal ministro Dario Franceschini e prevede l'organizzazione della mostra per la seconda metà del 2017. L'esposizione sarà curata da Salvatore Settis e presenterà al pubblico circa 60-90 opere. Poi, l'esposizione farà due tappe all'estero, una negli Stati Uniti e una "in un grande museo europeo". 

Al suo rientro in Italia, questa selezione di opere, insieme alle altre che nel frattempo verranno restaurate a spese della famiglia e della fondazione Torlonia, troverà una collocazione permanente in una "sede adeguata al prestigio della collezione che verrà individuata d'intesa tra le parti". Si tratta di "un passaggio storico" per il ministro Dario Franceschini, che ha definito "straordinaria e unica" la collezione Torlonia. "La firma di questo accordo" ha detto "consente di iniziare un percorso che garantirà la fruizione pubblica della collezione". Anche per Alessandro Poma Murialdo, amministratore della Fondazione che ha siglato l'accordo con Franceschini, questo è "un primo passo in direzione di una più efficiente gestione e valorizzazione di queste opere", ricordando che finora i pezzi "sono stati conservati con cura". 

Il patrimonio di sculture antiche raccolto dalla famiglia Torlonia nel corso del XIX secolo rappresenta "il complesso dei marmi antichi più imponente e storicamente significativo ancora in proprietà privata" e conta sarcofagi, busti e statue. "Una collezione di eccezionale rilevanza" ha detto Settis, presente oggi al Mibact, che curera l'esposizione insieme all'archeologo e accademico dei Lincei Carlo Gasparri. "Non soltanto perchè contiene dei pezzi importantissimi, ma perchè è una collezione di collezioni". E la mostra, a cui le parti stanno ancora lavorando per individuare i pezzi da esporre, potrebbe essere incentrata proprio sulla storia del collezionismo di antichità. Le sculture proprietà dei Torlonia sono infatti il frutto di una serie di acquisizioni, oltre che di scavi nelle terre di proprietà della famiglia". 

Tra le ipotesi "per l'esposizione negli ambienti dell'ex Museo nuovo a Palazzo Caffarelli, alcune sculture acquisite entro il 1819 dallo studio di Bartolomeo Cavaceppi, una scelta di sculture acquisite entro il 1825 dalla seicentesca collezione Giustiniani e altre provenienti dagli scavi effettuati nel XIX secolo nelle proprietà dei Torlonia, da Porto alla Villa dei Quintili. Sparso tra le diverse ville e dimore della famiglia, il patrimonio di statue antiche alla fine dell'Ottocento era stato sistemato in un edificio di via della Lungara, diventato museo. La collezione di sculture e monumenti di arte classica, sottoposta a tutela dal 1910, alla fine degli anni Sessanta fu però spostata al piano terra dell'edificio "a seguito di segnalazioni della Soprintendenza" si legge nell'accordo Mibact-Fondazione Torlonia- in merito a criticità riscontrate nelle condizioni di tutela". Altre opere, invece, hanno trovato spazio a palazzo Torlonia, in via della Conciliazione.

"Il tema della fruizione pubblica della collezione è stato oggetto per tanti anni di incomprensioni e ritardi", ha ricordato Franceschini. E tuttavia, "benchè non si sia mai riusciti ad arrivare in passato a un accordo" ha aggiunto Poma Murialdo "è sempre stato nelle intenzioni della famiglia poter arrivare a una fruizione pubblica di questi beni che sono chiaramente patrimonio dell'umanità, oltre che della famiglia". 

L'accordo, siglato oggi tra le direzioni Archeologia e Belle arti del Mibact, la Soprintendenza speciale di Roma e la Fondazione, darà al pubblico la possibilità di visitare e conoscere la collezione Torlonia, che verrà valorizzata anche grazie al restauro dei pezzi finanziato dalla famiglia e pianificato con la Soprintendenza che finanzierà la mostra, di cui percepirà gli introiti dei biglietti). Dopo Roma, le 60-90 opere in esposizione andranno negli Stati Uniti e in Europa. Poi, la collezione Torlonia tornerà a essere protagonista di un museo dedicato. "La sede sarà a Roma e sarà di assoluto prestigio", ha detto Franceschini, il quale sulle voci di una possibile esposizione permanente a Palazzo Valentini ha risposto che "la sede e le modalità di gestione saranno definite tra le parti. Sono sicuro che questo è il primo di una serie di passi futuri, perchè siamo impegnati a sostenere questa mostra che farà parlare il mondo intero, ma anche a trovare una sistemazione prestigiosa e importante in una proprietà pubblica. E poi credo che molto agevolmente costruiremo le condizioni del rapporto tra pubblico e privato che potrà diventare un modello per altri casi". 

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