Pubblichiamo il testo della poesia di Matteo Schiavo

CELLULARI
Pagine senza una storia,
di carta metallica, dura.
Prive di un'anima,
d'emozione, di poesia,
e di un poeta che gliela dia.
Pallide lucine fluorescenti
che popolano il pianeta,
che vivono tra le genti,
che s'attaccano a forme di vita
intelligenti.
Insidiosi s'insinuano e t'assediano,
si nutrono di te,
della tua attenzione,
e cercano cure
a ogni singola, sensibile, suadente vibrazione.
Parassiti di chi fanno parassita.
Scaltri.
Mietono vittime. In casa, in strada.
In uffici vere e proprie epidemie,
gente rapita,
inconsapevoli follie.
Rapiti
da parole senza voce.
Rapiti da quella strana luce.
Assenti in ogni dove.
Rapiti
da abili ipnotizzatori,
che catturano occhi
che io non riesco ad avere.
che catturano i tuoi.
E tu,
tu nemmeno mi vedi.
Ma rispondi a ogni suo richiamo.
Vai sussurrandogli piano piano
dolci parole,
come a un bimbo nella sua culla.
Ascoltando nessuno.
Parlando al nulla.
                          Matteo Schiavo

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