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GLI
EVENTI ALLUVIONALI DEL NOVEMBRE 2012 NELL’ALTO LAZIO
I
Geologi e le Istituzioni incontrano i cittadini
VITERBO 18 DICEMBRE 2012
Sala consiliare del COMUNE DI VITERBO
Via Filippo Ascenzi, 1
COMUNICATO STAMPA
L’Ordine
dei Geologi del Lazio terrà il prossimo Consiglio nella città di Viterbo. Sarà
aperto a tutta la cittadinanza, agli amministratori pubblici ed a tutti i
tecnici e professionisti che sono interessati a combattere nei fatti il
dissesto idrogeologico che recentemente ha colpito con durezza tante zone della
nostra Provincia. La categoria dei Geologi intende così cercare di
sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche fare pressione sugli Organi
competenti, affinché si intraprenda finalmente un’energica opera di prevenzione
e di corretta pianificazione dell’uso del territorio, in modo da scongiurare
future calamità naturali.
L'ennesima
calamità naturale che si è abbattuta sul territorio Viterbese, ha dimostrato
ancora una volta come oculate scelte urbanistiche e opere di prevenzione dei
dissesti idrogeologici non siano più rinviabili. Purtroppo la politica non
sembra andare in questa direzione: dal 2011 nella Legge Finanziaria non vengono
più previsti fondi per la difesa del suolo, l'Italia è l'unico Paese al mondo
dove non esiste più un Servizio Geologico Nazionale, i Geologi sono carenti
quando non assenti del tutto presso gli organi competenti alla tutela del
territorio e del patrimonio edilizio, la cartografia geologica nazionale è
obsoleta e l'aggiornamento previsto dal Progetto CARG è stato sospeso, gli
studi geologici a corredo della Pianificazione territoriale vengono avviati spesso
a posteriori, dopo che le scelte urbanistiche sono state già definite. Eppure
una seria indagine geologica è la migliore forma di assicurazione contro le
calamità naturali!
È
giunta l'ora di investire nella prevenzione e nella conoscenza, e di avviare
tutta una serie di opere sul territorio e sull'edificato, che avranno anche
riflessi positivi sull'economia nazionale. Quello che si spenderebbe ora, sarà
sempre una minima parte rispetto ai costi che puntualmente la
collettività si deve sobbarcare dopo ogni calamità naturale.
Il territorio della Provincia di Viterbo
rientra nella competenza di tre Autorità di bacino, Tevere, Regionali Lazio e
Interregionale Fiora, che hanno approvato il Piano stralcio per l’Assetto
Idrogeologico (PAI), in cui sono individuate le aree esposte a
rischio/pericolosità di frana ed alluvione, i vincoli all’uso del suolo e gli
interventi per la messa in sicurezza delle aree a rischio.
Dall’analisi di questi strumenti di
pianificazione si evince che praticamente il 100% dei comuni presenta almeno
un’area esondabile o in frana, e che le aree in dissesto nella provincia
interessano una superficie pari a 195 kmq, il 5% del territorio provinciale.
Il comune che presenta la superficie
più ampia di aree in dissesto per frana è Acquapendente, mentre quelli con la
maggiore estensione di aree esondabili sono Tarquinia e Montalto di Castro.
Oggi i costi sociali connessi con il
verificarsi di frane ed alluvioni sono altissimi soprattutto perché alla rapida espansione urbana ed alla crescita degli
abitati non sempre è seguito l’adeguamento del reticolo idrografico e delle
infrastrutture che assicuravano lo smaltimento delle acque meteoriche,
aumentate quantitativamente anche a causa dell’ampliamento delle superfici
impermeabilizzate. Anzi, il reticolo idrografico minore, che contribuisce in
larga parte ad aumentare il cosiddetto tempo di corrivazione eliminando i
picchi di piena, è stato spesso cancellato, o ne è stata ridotta la sezione
idraulica con tombature ed attraversamenti. A volte, poi, si è giunti ad
urbanizzare ed edificare intensamente anche aree di naturale pertinenza
fluviale o comunque facilmente inondabili.

























