Publichiamo un contributo a cura della locale sezione del GAR
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"Castellardo l'antica vittima di Canino", così lo definisce Andrea Donati nostro illustre concittadino che noi tutti conosciamo bene, ma non solo noi.

A Castellardo prima ancora della castellania già troviamo nel III sec, a.C. un vicus casa rurale di qualche veterano dell' esercito, che Roma dava come compenso di guerra,

II Gruppo Archeologico romano dal 1999 si occupa con la collaborazione della sezione di Canino della pulizia dell' omonimo sito, insediamento rupestre di epoca Medievale che si trova nel comune di Canino. Parallelamente alla pulizia del sito i volontari hanno iniziato una serie di ricerche bibliografiche per cercare di ricostruire le vicende.

Le sue origini non sono note, ma la prima notizia si ha da una fonte del 1140 Bolla di Innocenzo II e cita il Castello come Terra Longobardorum Castillardi.

In questo periodo in Italia hanno avuto forte incremento gli abitati fortificati chiamati: Castra, Castella, termini che in realtà racchiudono una molteplicità di significati.

I motivi che determinano la necessità di abitare in siti sopraelevati e difendibili, furono generalmente riferibili alla condizione di insicurezza dovuta ad uno stato di guerra pressoché perenne. Alcuni di questi Castra rimasero in uso fino al Medioevo trasformandosi in importanti centri come Castro o mantenendo la funzione di fortificazione.

Con l'età Carolingia il fenomeno di feudalesimo vede l' affermarsi di alcuni stabili centri di potere, che da questo periodo in poi saranno coinvolte in lotte tra Impero e Papato.

In età basso medievale i centri, al quale Castellardo si trova ad essere maggiormente legato sono, a nord Sovana, capitale degli Aldobrandeschi, famiglia comitabile di origine longobarda, a nord-est il comune di Orvieto, a sud-est il comune di Viterbo, a sud il comune di Tuscania.

I conflitti tra questi centri, a volte schierati con il Papa, a volte con l' Imperatore, determinano le sorti del nostro sito.

Questa situazione si protrae di fatto fino alla distruzione del Castello. Ultima proprietaria a noi nota fu Imelda Orsini nel XIV secolo.

La distruzione del Castello, avvenne intorno alla metà del 1400, da parte di Canino, quando probabilmente si era ridotto a rifugio di bande mercenarie.

Canino rase ai suolo il Castello senza chiedere il permesso ai Papa, per questo ci fu un atto giudiziario contro Canino. In seguito fu messo tutto a tacere con la compiacenza dei Papa, allorché il comune comprò le terre ed il Castello diruto a Napoleone Orsini come risarcimento.

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Un detto del periodo cita:

Canino e Cellere vivranno in pace, perché Castellardo a terra giace…

 

 

Il delegato responsabile Luciano Luciani

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