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«Vogliamo costruire un percorso che dal Giglio ci porti a
dialogare con chi è in possesso oggi dell’elmo, perché dopo tanti anni lo
restituisca alla nostra comunità». Con questo appello del sindaco del Comune di
Isola del Giglio, Sergio Ortelli, si è conclusa la conferenza-studio sul
ritrovamento del relitto della nave a Campese, esattamente cinquant’anni fa. Lo
stesso Ortelli ha annunciato che scriverà all’ambasciatore tedesco in Italia e
alla comunità internazionale per un’azione di sensibilizzazione sul tema.
Il 2 agosto 1961 il subacqueo inglese Reg Vallintine aveva avvistato a 50 metri
di profondità, nelle vicinanze della secca Pignocchi, i resti dell’unica nave
oggi conosciuta risalente agli inizi del VI secolo avanti Cristo. Da quel
giorno erano iniziate le immersioni di molti sub che portarono in superficie
oggetti di grande pregio, di diversa origine, etruschi, corinzi, fenici.
Ma il ritrovamento più importante avvenne il 28 luglio 1962. Lo portò in
superficie un tedesco, un certo Heinz Franz Gradl, e sembrò subito a tutti una
grande scoperta: un elmo in bronzo appartenuto probabilmente ad un soldato di
scorta sulla nave. Quell’elmo sparì così in Germania ma Reg Vallintine fece in
tempo a farne uno rapido schizzo. 20 anni più tardi quel disegno servì ad un
altro inglese Mensum Bound, archeologo e docente all’’Università di Oxford, per
mettersi sulle tracce dell’elmo. E riuscì a ritrovarlo in una cassetta di
sicurezza di una banca ad Amburgo. Riuscì a fotografarlo, perfettamente
ripulito e ben conservato, e anche ad indossarlo. Da allora però se ne sono
perdute le tracce. E l’appello del sindaco Ortelli punta proprio a smuovere le
coscienze di chi sa dove si trova nascosto l’elmo del Giglio.
Venerdì alla Rocca Pisana si erano dati appuntamento per la particolare
ricorrenza tutti i protagonisti dell’epoca, Reg Vallintine, Mensum Bound, Paola
Rendini della Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana che fu
interessata dalla campagna scavi del 1982 voluta al Giglio proprio da Bound.
«Il relitto al Campese è uno dei più importanti al mondo – ha detto la
Soprintendente Rendini – in quanto si tratta dell’unica nave oggi riportata in
superficie degli inizi del Sesto secolo avanti Cristo. La sua origine
probabilmente è corinzia in quanto all’epoca il porto della città greca era il
più importante e da lì partivano tutti i commerci per il mondo conosciuto. Già
nel 2002 un convegno internazionale con le autorità di polizia italiane e
tedesche aveva messo in evidenza il tema dell’elmo del Giglio. Le novità
acquisite oggi ci potranno senz’altro aiutare nelle ricerche ufficiali». La
Rendini ha anche reso noto che stanno proseguendo i lavori di catalogazione del
materiale reperito proprio nella campagna scavi del 1982, e il restauro del
pezzo di chiglia della nave recuperato.
Reg Vallintine ha ricordato quei giorni e promesso che consegnerà tutti i suoi
appunti alla comunità gigliese, compreso lo schizzo dell’elmo. Ha anche
regalato al sindaco Ortelli una copia di una sua autobiografia che dedica tre
capitoli proprio all’avventura gigliese.
Mensum Bound, insieme alla moglie Joanna Wellowless che partecipò alla campagna
del 1982, si è detto “emozionato di vedere riuniti tutti al Giglio per un unico
obiettivo: richiedere con diplomazia l’elmo, che forse è in Germania o in una
collezione privata in Inghilterra, a chi lo detiene oggi”. Ha poi ricordato i
particolari di quella campagna scavi finanziata dall’Università di Oxford e che
vide l’utilizzo di una strumentazione molto moderna per l’epoca come computer
da immersione e metal detector.
La conferenza-studio si era aperta con lo svelamento dell’opera dell’artista
Mario Brandaglia che riproduce l’elmo del Giglio. Con una particolare tecnica,
a cera persa, l’elmo è stato fuso nelle fonderie della Titan, la società che si
sta occupando della rimozione del relitto della Concordia. Un lungo applauso ne
ha accolto la presentazione e sono stati apprezzati i dettagli realizzativi e
il lavoro di cesello che riproduce fedelmente gli animali dell’elmo, cinghiali
sulle guance e serpenti sopra gli occhi.

























