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Fino al 1967, anno dell’acquisto da parte della Prof.ssa Tommasa Alfieri il convento dei “Cappuccini alla Montagna” era la méta delle scampagnate fuori porta dei Viterbesi. La prof.ssa Alfieri, perseguendo l’ideale di una comunità separata dalla città, precluse ogni accesso altro che alla sua comunità romana. Tuttavia, resasi conto dell’immagine negativa di questo isolamento, nei primi anni ’90 promosse una serie di incontri-conferenze specialmente per i viterbesi, ad alto livello. Infine, anche per motivi economici, decise, nel 1999, di chiedere una licenza di ospitalità per Alloggio e Prima colazione (B&B) intestandola al Dott. Mario Mancini, unico rimasto della primitiva comunità consacrata nell’Eremo,costituendolo usufruttuario.
Nel marzo 2000 la prof.ssa Alfieri è passata al Signore, lasciando tutti i suoi beni all’associazione no-profit di Roma intestata a suo nome. Mario Mancini è stato uno dei 6 soci fondatori indicati dalla medesima Prof.ssa Alfieri. Nel suo testamento olografo precisa che “l’ente morale abbia lo scopo di promuovere, continuare e sviluppare l’opera da noi già svolta fino ad ora nel campo della formazione spirituale, assistenza morale e materiale nei confronti dei alici in genere; promuovere opere di volontariato ed apostolato, prestare in modo continuativo servizi per bisognosi, per la soddisfazione delle loro necessità materiali e morali.”
Nel 2005 nell’associazione”Alfieri” sono rimasti solo 4 soci: uno, M. Mancini, all’Eremo cerca di realizzare, con molteplici attività, a Viterbo, per i viterbesi gli scopi precisati dalla fondatrice (vedi calendari delle iniziative delle allegate “Sosta e Ripresa”); gli altri a Roma cessano qualsiasi attività, ma alienano il patrimonio immobiliare di Roma. Del totale , valutabile a poco meno di 2 milioni di euro, entrano in cassa circa la metà, il resto ? Non solo: i tre soci romani, concordemente, impongono la chiusura dell’Eremo ad ogni attività.
Da qui nasce lo scontro tra me e la parte romana. Dopo quasi un anno di contrasti e trattative, a Luglio 2006 si raggiunge un compromesso: io devo fondare una nuova associazione, fotocopia dell’associazione Alfieri proprietaria inserendovi un sacerdote della Diocesi di Roma suo referente, Don Riccardo Petroni, mi devo dimettere dall’associazione Alfieri e firmare una lettera liberatoria. In cambio l’associazione Alfieri si impegna, con una scrittura privata, ad un trasferimento di proprietà temporaneo dell’Eremo alla associazione di Viterbo “Amici della Familia Christi”. Nelle more di un nulla-osta della Sovrintendenza viene firmato un comodato d’uso modale. Nei documenti è specificato che, per reperire le risorse necessarie si possa continuare a svolgere attività di ospitalità. Il tutto era una trappola ben dissimulata. Il trasferimento della proprietà non è mai avvenuto, i soci di Roma, pochi mesi dopo si sono dimessi, facendo entrare nell’associazione proprietaria “Alfieri”, persone di fiducia di Don Petroni, il quale, da parte sua, partecipa alla associazione viterbese, ma solo per denigrare ed informare l’associazione romana comodante. La nuova associazione Alfieri,acquisito così il materiale, chiede il recesso dal comodato d’uso. Di contro l’associazione di Viterbo chiede l’esecuzione giudiziaria della Scrittura privata.
Il primo procedimento, recesso del comodato, si conclude, in primo grado il 30/10/2011 accogliendo, infelicemente, la domanda dell’associazione di Roma. Questa, malgrado il tempestivo appello di “Amici della Familia Christi”, che ha ottenuto dalla Corte di Appello di Roma il giorno 23/2/12 fissato per la relativa decisione, ha tentato con un colpo di mano di eseguire lo sfratto prima il 30/1, poi oggi 17/2 per mettere i Giudici di fronte al fatto compiuto. Un difetto procedurale ha sventato questi tentativi ed il Tribunale di Viterbo ha sospeso l’esecuzione fino al7/3, ritenendo necessario di attendere la pronuncia della Corte di Appello.
Il secondo grado di giudizio è, comunque fissato, in prima udienza, a Roma, a Luglio.
Nell’altra causa, per il trasferimento della proprietà, la sentenza in primo grado, a Viterbo è fissata per il prossimo Maggio.
L’Associazione Amici della Familia Christi, continua e, confidando nella provvidenza Divina ed in quella Giuridica, continuerà a lungo ad operare a Viterbo secondo le raccomandazioni della Prof.ssa Alfieri.

























