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Il libro “Simbologia ed origini Etrusche” di Paolo Campidori, è stato
pubblicato, e poprio oggi è in vendita nella libreria PARIGI & OLTRE
di Borgo San Lorenzo di Mugello (Firenze). Si tratta di una ricerca
lunga e laboriosa che, negli ultimi tempi, mi ha impegnato per settimane
intere, senza concedermi riposo neppure la domenica. E’ la prima
volta, nella storia dell’Etruscologia, che viene pubblicato un
“Dizionario della Simbologia Etrusca” con quasi 200 termini della
simbologia etrusca, più ricorrenti. Un ausilio davvvero importante per
tutti coloro che si accingono allo studio della lingua, delle origini e
delle abitudini di questo popolo. La seconda parte è riservata alle
‘origini’ degli Etruschi, intendendo per tali, la lingua, la
provenienza, la religione, etc. In particolare ho cercato di rispondere a
domande che vengono poste di frequente, senza mai trovare una risposta
convincente. Fra gli argomenti più interessanti quella sui “dogmi”
dell’etruscologia. La storia degli Etruschi, che è una vera e propria
scienza, che ha impegnato etruscologi e archeologi di fama mondiale, non
deve essere considerata alla stregua di un testo religioso, come il
Vangelo o la Bibbia, dove il credente, è obbligato a credere a dei
principi irrinunciabili. In Etruscologia il dubbio, la sensazione di
provvisorietà di una tesi, devono essere sempre ben presenti, poiché
quello che oggi si è disposti ad affermare, si corre il rischio di
essere smentiti già dal giorno successivo. Fra gli articoli non posso
non citare il ‘mister0′ che circonda la famosissima spilla della Tomba
Regolini Galassi, il cui insetto rappresentato ha forti connotazioni e
somiglianze con quelli di Nazca. Un altro ‘mistero’ è quello della stele
fiesolana, detta erroneamente di Larth Ninie. La stele è vera oppure è
una copia? Perché viene detta di Larth Ninie, quando l’epigrafe su una
coscia del guerriero si riferisce ad altro nome? Che cos’erano le
oligarchie etrusche, come quella degli Statlanes a Tuscania? Perché la
società etrusca di quel tempo aveva i connotati dell’organizzazione
medievale? Vetulonia è stata davvero un villaggio di pacifici
agricoltori, oppure la sua storia è avvolta in un mistero denso e
impenetrabile? Siena ha origini Romane oppure Etrusche? I Pelasgi, chi
erano? Come sono arrivati in Italia e in modo particolare in Toscana? Il
Mugello e l’Alto Mugello, erano popolati dagli Etruschi? Quali erano i
centri maggiori? Frascole presso Dicomano è ancora un ‘mistero’ sul
quale si sta facendo piano piano un po’ di luce. C’era un tempio
etrusco su quella collina? Monterenzio era situata ad un tiro di
schioppo da Monghidoro. Eppure, Monterenzio, Montebibele hanno
conosciuto una civiltà Etrusco-Celtica. Perché Monghidoro dovrebbe avere
origini Gote? Il tempio era il luogo dove veniva praticata la religione
degli Etruschi? Ma gli Etruschi erano molto religiosi? Con quali riti e
regole si sposavano gli Etruschi? Esisteva il divorzio? Qual’è il
significato dell’epigrafe del ‘liber’ del cosiddetto del “Magnate di
Tarquinia”? L’epigrafe etrusco-latina di Pesaro, ha davvero diradato le
nebbie sui misteri della lingua etrusca? La ‘tabula cortonensis’ è stata
davvero tradotta? Che cosa si dice in quelle righe misteriose? La
fortuna degli Etruschi fu davvero improvvisa? Essi davvero passarono da
una società agricola ad una industriale, in pochissimo tempo? La tomba
della Montagnola, è davvero una testimonianza per ricercare le origini
di Firenze etrusca? Quale lingua o dialetto italiano ha raccolto
l’eredità della lingua etrusca? La chiesa di San Niccolò a Casale (San
Godenzo a Firenze) ha un ‘concio’ nella parete laterale con una scritta
in etrusco, perchè? E poi ancora Populonia, la Lupa Capitolina, i Celti e
molti altri argomenti vengono trattati in questo libro. Vale la pena di
fare un piccolo sacrificio e acquistare il libro? Secondo me, lo vale.
Parola di Paolo Campidori.

























