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Ora abbiamo qualche elemento in più per cercare di capire cosa sta succedendo e qual è il progetto che si vuole portare avanti nell’area della cartiera di Pontesodo in territorio del comune di Canino al confine con quello di Montalto di Castro.
La settimana scorsa abbiamo riportato l’appello della consigliera di minoranza al comune di Montalto, signora Fabiola Talenti che si opponeva con forza alla realizzazione di un inceneritore.
Oggi possiamo elencare altri interventi sullo scottante argomento.
In primo luogo uno, piuttosto aspro, a firma cartiera di Pontesodo e indirizzato alla Talenti:
“Un asparago è un asparago, un’area di sosta è un’area di sosta. Ogni cosa è se stessa. E’ questo un antico principio della logica.
Se tutto questo è ovvio, allora è anche lecito asserire che un “dissociatore molecolare” è un dissociatore molecolare, e mai potrebbe essere altro, per esempio un cane, un asparago o un inceneritore.
Difficile capirlo? E invece sembra proprio che il principio di identità delle cose non rientri nel modo di comprensione della signora Fabiola Talenti. Che cosa le evita di entrare nel mondo della logica?
Forse una rabbia covata nel tempo, qualche delusione di troppo, aspettative perse che mai più si presenteranno nel suo futuro politico? Ma veniamo al punto chiave.
In un comune inceneritore la combustione avviene, come tutti sanno, con un consumo pieno di ossigeno ad alta temperature (1200 gradi) e con presenza di fiamma. Questo processo turbinoso non può che creare sollevamento di materiale, proiettando, sotto forma di fumi, prodotti inquinanti quali polveri sottili e residui in forma di ceneri.
Il dissociatore molecolare, al contrario, attua una combustione con presenza ridotta di ossigeno, dunque, una gassificazione lenta a 400 gradi e senza presenza di fiamma. Ciò significa assenza di fumo perché tutto viene ossidato. La materia inquinante è costituita solamente dalle ceneri residue che vengono smaltite in discariche, e in aria si libera anidride carbonica e vapore acqueo.
Ecco, in breve sintesi, che cosa deve autorizzare la Provincia a Pontesodo.
Gli asparagi della signora Talenti sono, dunque, al sicuro, almeno da questa minaccia”
Riportiamo poi un comunicato del Sindaco di Canino Mauro Pucci sull’argomento:
''L'amministrazione era ed è consapevole dei lavori presso la cartiera, atti a migliorare la qualità della carta e finalizzati al risparmio dei costi industriali, purché nella salvaguardia e nel rispetto del territorio''. E' quanto dichiarato dal sindaco di Canino Mauro Pucci per quanto riguarda l'installazione del presunto inceneritore presso la cartiera di Pontesodo.
''La tematica ambientale, quanto quella riguardante la salute dei cittadini, è una priorità che si è posta da sempre l'amministrazione, la quale comunque non nega il suo impegno e il suo appoggio nei confronti sia della salvaguardia dei posti di lavoro, sia del miglioramento produttivo al quale, la stessa industria, punta'' ha detto Pucci.
La conformità degli impianti con il rispetto dell'ambiente sarà al centro del tavolo tecnico convocato da Pucci per il 28 di gennaio, a cui saranno anche presente l'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Viterbo, l'Azienda di Ponte Sodo, l’Arpa e i rappresentanti dei lavoratori.
''L’amministrazione ha a cuore la stessa cartiera come l’intero territorio – afferma il sindaco Mauro Pucci - ma nessun provvedimento che sia di deturpazione per l’ambiente verrà da noi approvato. Di certo verranno trovate soluzioni adeguate che non siano lesive per nessuno. Tuttavia la nostra vigilanza sull’argomento – continua il sindaco - è massima e per questo pretendiamo informazioni tecniche da organi competenti in materia, che siano chiarificatorie in merito''.
Infine c’è la richiesta del gruppo consigliare “Canino nel cuore” di un consiglio comunale straordinario aperto per discutere del tema:
Il Gruppo “Canino nel Cuore” ha chiesto un consiglio comunale straordinario, aperto al pubblico, sul progetto di realizzazione del dissociatore molecolare presso lo stabilimento della Cartiera di Pontesodo, situata nel territorio di Canino, a confine con il Parco Archeologico di Vulci. ''Considerate la delicatezza del progetto - dichiarano dal gruppo - e le ricadute che potrebbe avere sul nostro territorio, considerato inoltre il coinvolgimento nel progetto di un’attività produttiva rilevante qual è la Cartiera e le aspettative di quest’ultima e tenendo conto dei timori degli agricoltori riguardanti possibili effetti negativi sull’ambiente, tramite il nostro capogruppo in consiglio comunale Alessia Ceccarini, abbiamo richiesto ufficialmente al sindaco Mauro Pucci di indire quanto prima un consiglio comunale straordinario, per fornire tutte le informazioni necessarie e fare chiarezza sul progetto''.
Noi abbiamo voluto documentarci in merito e abbiamo rilevato che le dichiarazioni tranquillizzanti della cartiera di Pontesodo in merito alla sicurezza per l’ambiente non sono completamente veritiere (segue un estratto da Wikipedia alla voce dissociazione molecolare):
“La dissociazione molecolare viene usata per convertire direttamente i materiali organici in gas mediante riscaldamento in presenza di ridotte quantità di ossigeno: essi sono completamente distrutti scindendone le molecole, generalmente lunghe catene carboniose, in molecole più semplici di monossido di carbonio, idrogeno e metano, che formano un "gas di sintesi" (syngas), a sua volta formato da due componenti, il "char" ed il "tar", il primo è un gas combustibile costituito in gran parte da metano e monossido di carbonio il secondo, totalmente inutile per la combustione e dannoso per gli impianti, da idrocarburi aromatici di tipo catramoso, anidride carbonica e nanoparticolato. L'impatto ambientale di un gassificatore aumenta all'aumentare della percentuale di tar all'interno del syngas, la cui presenza dipende da molteplici fattori, quali la temperatura di combustione, la pressione nel reattore ed il tipo di combustibile utilizzato.
Le applicazioni più diffuse e collaudate riguardano specifiche tipologie di rifiuti, quali ad esempio scarti di cartiera, pneumatici, plastiche, biomasse (scarti vegetali, legno, sansa di olive, ecc). Alcuni produttori di impianti affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pretrattamento, ma, mentre nei casi appena citati, conoscendo molto bene il combustibile introdotto, è possibile tenere sotto controllo la reazione di gassificazione, e quindi la quantità di tar, anidride carbonica ed ossidi d'azoto emessi; nel caso della combustione di rifiuti solidi urbani non si è in grado (o lo si è in maniera molto minore) di determinare la composizione del syngas e la presenza di inquinanti al suo interno.
Questo gas può essere successivamente utilizzato per produrre energia elettrica (con rendimenti da due a tre volte più alti di un comune inceneritore) nonché ovviamente calore. Il syngas combusto è ricchissimo di inquinanti quali ossidi d'azoto (ed in parte di zolfo) ed inquinanti organici e deve, quindi, essere sottoposto a trattamenti per l'abbattimento di queste sostanze, mediante reagenti quali ammoniaca, bicarbonato e forti getti d'acqua, dopodiché solitamente viene filtrato attraverso filtri a maniche prima di poter essere immesso in atmosfera. Tutti questi trattamenti non possono, però abbattere le quantità di nanoparticolato emesse, in quanto nessun sistema di filtraggio è ancora in grado di arrestare questo tipo di particelle”.
Quindi non si tratta solo di anidride carbonica e vapore acqueo di cui parla la cartiera di Pontesodo, ben che vada c’è anche del nano particolato e, a seconda del materiale trattato e della sua quantità, possono essere dispersi nell’ambiente anche idrocarburi aromatici di tipo catramoso.
Crediamo a questo punto sia opportuno, dopo il tavolo tecnico del 28 gennaio, un coinvolgimento diretto e una corretta informazione della popolazione in merito a questo progetto e al suo impatto ambientale.

























