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E' stato inaugurato quello che può definirsi un vero e proprio “polo” museale dedicato alla civiltà etrusca, un vasto complesso formato da Villa Giulia e dalla contigua Villa Poniatowski, che ha richiesto un investimento di oltre 18 milioni di euro tra il 1997 ed il 2010, ed ha permesso di riportare alla luce antichissime testimonianze relegate nei depositi del museo.
Accanto alle sale situate al piano nobile dove vi sono i capolavori provenienti dagli insediamenti etruschi di Vulci, Cerveteri, Tarquinia, Cerveteri e Pyrgi, sono state ora allestite, a pian terreno, quattro nuove sale interamente dedicate all'importante centro di Veio, acerrimo nemico di Roma: un insieme di reperti importanti come le celeberrime statue di Apollo e Ercole, in terracotta policroma, della fine del VI secolo, che decoravano il tempio di Portonaccio a Isola Farnese. E accanto a queste sculture sono disposti straordinari pezzi, come il corredo funerario del Re Sacerdote, rinvenuto nel 1915 in una tomba di Casal del Fosso e mai esposto per mancanza di spazio. Un corredo, del VII secolo a.C., composto da una serie di raffinati armamenti in bronzo tra cui dei scudi bilobati che venivano utilizzati come gong durante le cerimonie
Ma non solo. Nelle nuove sale si possono ammirare anche i reperti rinvenuti nella tomba principesca della necropoli di Monte Michele, tra cui figurano un eccezionale carro a quattro ruote utilizzato per il trasporto funebre, uno scettro d'argento ed un ventaglio in lamina di bronzo, questi ultimi due ispirati a modelli regali del Vicino Oriente.
Non mancano i corredi scoperti nelle tombe dipinte dei Leoni Ruggenti e delle Anatre. Senza dimenticare il vaso funebre biconico dell'820 a. C. decorato con delle svastiche proveniente dalla necropoli di Valle la Fata; gli infiniti ex voto dalle diverse dimensioni; i piccoli mosaici policromi; i mascheroni policromi che decoravano i templi; il torso di una grande statua maschile appartenente ad un Ercole del 550 a.C.; le statue maschili nude offerte in dono durante i riti che segnano il passaggio dei giovani alla vita adulta del IV e V secolo a.C...
Alcune novità riguardano anche la Sala di Venere al piano nobile di Villa Giulia. Qui sono stati sistemati dei capolavori etruschi che, dopo essere stati trafugati illegalmente dal nostro paese, sono stati restituiti da musei e collezionisti stranieri.
Ed usciti da Villa Giulia, percorrendo un breve viale si raggiunge Villa Poniatowski. Nelle sale di questa dimora cinquecentesca, voluta da Papa Giulio III ed acquistata nell'Ottocento dal principe polacco Stanislao Poniatowski, è stata invece allestita la sezione dedicata al Latium Vetus, il grande territorio che comprendeva l' antico Lazio e l'Umbria, un'area ricca di insediamenti etruschi che sopravvissero sino all’avvento della civiltà romana.
Il percorso si apre con la sala dedicata ai centri dell'Umbria. Qui si trova la Tomba del guerriero di Todi risalente alla fine del V a.C. che ha restituito un consistente apparato da banchetto in bronzo, un complesso di ceramiche attiche e un elmo da parata di tipo attico, sempre in bronzo, decorato a sbalzo con scene di combattimento.
Appartiene, invece, alla prima metà del IV secolo a.C. la Tomba degli Ori della necropoli di Peschiera che vanta preziosi gioielli d'oro tra cui collane, raffinatissimi orecchini con pendenti a forma di testa femminile e ancora borchie decorate con volti femminili.
Sempre nelle sale dedicate ai centri umbri, da segnalare gli insoliti barilotti con fasciature bronzee e il cratere a calice a figure rosse del IV secolo a.C. rinvenuti presso la necropoli delle Cartiere di Gualdo Tadino.
Salendo al piano nobile, si trovano le sale dedicate ai centri dell'antico Lazio come Alatri, Ardea, Tivoli, Lanuvio, Segni e Gabii...
Tantissimi i reperti esposti come gli ex-voto rinvenuti nel tempio extraurbano di Alatri, oggetti solitamente deposti, in gran quantità, nei santuari laziali.
Proviene invece dalla necropoli dell’Osteria dell’Osa, uno dei sepolcreti della città latina di Gabii, il sarcofago ricavato da un tronco di quercia al cui interno è ancora visibile lo scheletro.
Da Satrico, situato presso il Borgo Le Ferriere in provincia di Latina, giunge il santuario dedicato a Mater Matuta con gli altorilievi policromi del frontone (490/480 a.C.).
Arrivano da Palestrina, infine, le tombe principesche rinvenute nella necropoli della Colomba, i cui corredi comprendono vasellame in oro, argento, bronzo, avorio e una serie di ornamenti personali come i fermagli usati per fermare sulla spalla il mantello. Oggetti per lo più decorati con animali tipici del repertorio orientalizzante come sfingi alate, leoni, volatili...
Da segnalare che i reperti ora allestiti a Villa Poniatowski erano visibili presso le sale ora dedicate al centro di Veio.
Chiude il percorso, al piano terreno, la biblioteca della Soprintendenza specializzata sul mondo etrusco che comprende circa 17 mila volumi tra cui diverse rarità bibliografiche

























