| La Via dei principi etruschi, una nuova lodevole iniziativa di valorizzazione a Tarquinia |
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Il cuore di questo nuovo itinerario, ben segnalato da cartelli esplicativi a colori, sono i due grandi tumuli della Doganaccia, denominati del Re e della Regina che risalgono al periodo Orientalizzante (ca. VII secolo a.C.). Dovevano trovarsi probabilmente in prossimità dell'antica strada che da Gravisca conduceva alla necropoli di Monterozzi e infine alla Civita. Finora è stato studiato in maniera sistematica solo il tumulo del Re, quello disposto ad Oriente. Gli scavi avvennero nel 1928 e hanno messo in luce la camera sepolcrale parzialmente scavata nella roccia e completata nella parte superiore con filari di blocchi squadrati. Da qualche anno sono in corso delle campagne di scavi, a cura dell'Università di Torino, che hanno lo scopo di studiare anche l'altro tumulo, quello della Regina, mai indagato in maniera scientifica. Le ricerche hanno permesso di rimettere in luce una imponente struttura architettonica del diametro di circa 40 metri, pertinente a un personaggio di spicco all’interno della comunità tarquiniese, di rango aristocratico molto elevato. E' stato liberato un tratto del podio perimetrale del tumulo, in parte scavato nella roccia e originariamente rivestito di grandi blocchi di calcare, per un diametro attorno ai 40 metri. Nei pressi del tumulo della Regina è stata scoperta una tomba di tipo "gemino" (con due camere simili affiancate) destinata probabilmente alla deposizione di una doppia coppia di parenti del più blasonato principe sepolto nel tumulo. La tomba risulta fortemente danneggiata dalle pesanti arature e dalle profanazioni di varie epoche.
Dalla Doganaccia è possibile raggiungere, in auto o a piedi, il Tumulo Luzi in località Infernaccio, distante circa un km. La tomba, caratterizzata da un imponente ingresso a gradinata destinato a ospitare le cerimonie e gli spettacoli funerari, si raggiunge percorrendo la vecchia strada "della Madonna del Pianto": uscendo dalla Doganaccia, si deve girare a sinistra e proseguire; al grande incrocio, svoltare nuovamente a sinistra (seguendo la segnaletica). Quindi, alla seconda via, girare a destra e poi imboccare la prima via a sinistra (l'accesso della tomba si trova a destra). Dalla Doganaccia, in direzione opposta, si possono invece raggiungere, sia a piedi che in auto, i tumuli delle Arcatelle-Secondi Archi con la Tomba delle Pantere, la più antica sepoltura dipinta di Tarquinia. Proseguendo a destra, lungo la strada "della Madonna del Pianto", si arriva all’incrocio con la Provinciale Monterozzi. In auto: seguire la segnaletica e girare a destra fino all'incrocio con la Statale Aurelia-bis. Quindi girare a sinistra in direzione Viterbo, e, dopo più di 100 m, imboccare la strada a sinistra che attraversa la suggestiva necropoli dei Secondi Archi fino al settore funerario della Tomba delle Pantere (stradina a destra). A piedi. dall'incrocio con la Provinciale Monterozzi girare a destra e poi prendere la stradina che sale a sinistra (seguendo la segnaletica) fino alla parte più elevata della necropoli; poi ancora a destra fino alla stradina della Tomba delle Pantere. |


























