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Recentemente ci hanno illuminato alcuni fatti: un articolo di Stella e Rizzo su corriere.it, un servizio di Exit su La7 e la notizia di un presunto coinvolgimento del Governatore della Sardegna in una vicenda di corruzione sull’eolico nell’isola.
Guardate cosa dicono i giornalisti Stella e Rizzo dei parchi eolici nella valle di Mazara in Sicilia:
“Non ce n'è una, nella selva di immense pale eoliche stagliate nel cielo della stupenda valle di Mazara, che accenni a muoversi sotto un refolo di vento”
“Le pale girano mediamente per 1880 ore in Danimarca, 1960 in Belgio, 2000 in Svizzera, 2046 in Spagna, 2067 in Olanda, 2082 in Grecia, 2233 in Portogallo. Sapete quante ore, da noi? Solo 1466”
“Come è possibile che la potenza installata in Sicilia sia di 1.140 megawatt, cioè più di un quarto del totale italiano? Che senso c’è a installare pale a vento dove non c’è vento?”
Naturalmente a tutto c’è una risposta. Lo Stato paga altissimi incentivi per l’installazione delle pale eoliche e li paga addirittura per 15 anni anche se girano poco o non girano affatto. E chi paga? Naturalmente è il cittadino italiano che si ritrova bollette sempre più care, paradossalmente più care quanto più aumenta la percentuale delle energie rinnovabili sul totale.
Un rapporto dell’Autorità dell’energia dice che nel 2009 il costo totale per la spinta alle fonti rinnovabili, come l’eolico e il fotovoltaico, avrebbe superato i 2 miliardi di euro, per salire di questo passo a 3 miliardi quest’anno, 5 nel 2015 e 7 nel 2020. E’ una quantità di denaro considerevole che ha suscitato gli appetiti di onesti industriali del settore ma anche di un esercito di trafficanti e affaristi che si è insinuato nella complessa filiera dell’eolico pesante. Si parte dal contadino proprietario del terreno, fino alle società che si occupano delle autorizzazioni comunali e le rivendono agli installatori, ai costruttori stessi per terminare finalmente con coloro che curano l’immissione dell’energia nella rete.
C’è quindi da meravigliarsi se i parchi eolici vengono realizzati senza tenere conto dell’impatto ambientale o se vengono scelti luoghi poco ventosi o se, addirittura, le pale restano ferme tanto gli incentivi si incassano lo stesso?
A proposito del nostro territorio ecco cosa leggiamo sulla bacheca del sito del comune di Piansano
11-03-2010 Convenzione per il Parco Eolico
Le Leggi Italiane ed Europee incentivano lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, che sono considerate “di pubblico interesse e di pubblica utilità ”.
Il nostro Comune, come moltissimi altri Comuni Italiani, ha deciso di sostenere la realizzazione di un Parco Eolico sul proprio territorio.
La costruzione del Parco avverrà su terreni privati e sarà regolamentata da una convenzione, della durata di 30 anni, tra il Comune di Piansano e la Soc. Etruria Energy s.r.l..
Dopo aver verificato la presenza di tutti i requisiti richiesti (di natura tecnica, economica, amministrativa, legale e finanziaria) il parco è stato autorizzato dalla prov. di Viterbo con determinazione n° 56/717/G del 04/08/08 ai sensi dell’art. 12 del D.lgs n°387/03
Alcuni benefici di natura economica:
Verranno coinvolti nei lavori imprenditori e manodopera locali, che abbiano i requisiti necessari.
I possessori dei terreni interessati avranno una fonte di guadagno per tutta la durata della convenzione.
Anche il nostro Comune avrà importanti benefici economici (sia con carattere di “una tantum”, sia con carattere annuale, sia in percentuale sull’ energia prodotta).
La convenzione prevede anche l’ attuazione delle misure possibili per ridurre i disagi che potranno verificarsi.
Infine, in caso di cessazione del Parco Eolico tutte le spese di rimozione e di rimessa in stato del terreno saranno a carico della Società che gestisce gli impianti.
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