Nell'area del Melone del Sodo II
Altare etrusco nella zona Melone del Sodo II

 

  I presupposti ci sono tutti. Ma bisogna ancora aspettare per sapere con certezza se nell’area archeologica del Sodo, e precisamente al Melone II, esistono altri insediamenti funerari o di edifici etruschi. Sono cominciati infatti i cosiddetti saggi, ovvero le campionature a diversa profondità e in diversi punti dell’area interessata per stabilire se esistono altre testimonianze lasciate dai nostri avi. Per far ciò è stata stanziata una somma di 176mila euro che servirà anche per recintare la zona delle tombe e degli edifici funerari già venuti alla luce. Questo tipo di intervento era stato anticipato dal sovrintendente ai Beni archeologici della Toscana, Polo Fedeli, durante una delle conferenze che si sono tenute nella città del Signorelli e volte a spiegare gli sviluppi e le nuove conoscenze emerse nell’area del Sodo. Ora siamo alla fase operativa e le soprese non mancheranno. In quegli incontri Fedeli, supportato dal sindaco Vignini, disse che era necessario effettuare queste nuove indagini perché quasi sicuramente sarebbero riaffiorati altri sepolcri e forse qualcosa di più. Dopo i ritrovamenti, quasi casuali, avvenuti nel 2005 durante i lavori di deviazione del torrente Loreto, si era avuta infatti la certezza che quella zona costituiva la necropoli etrusca tanto cercata e mai trovata. Nell’ultima campagna di scavo fu accertata l’esistenza di una cinta muraria sulla quale vennero fatte delle ipotesi ma non si riuscì a stabilire la vera natura di quella struttura. Sempre Fedeli, infatti, in quell’occasione, spiegò che il Sodo è stato utilizzato per diversi secoli e con destinazioni diverse e quindi è possibile trovare reperti di tipo non solo sepolcrale. Dai recenti rinvenimenti si è potuto restituire due secoli di storia alla civiltà etrusca nel senso che dal VI secolo a.C. siamo arrivati fino all’ottavo. Le ultime tombe riaffiorate, oltre venti, sono attribuibili proprio a quell’epoca e forse in seguito ad inondazioni e alla presenza in loco del torrente Loreto sono arrivate ai nostri giorni quasi intatte. Numerosi sono stati i corredi in esse rinvenute che da novembre in poi andranno a comporre la rassegna denominata "Aspettando il Louvre". Si tratta di reperti riportati all’antica bellezza nel laboratorio di restauro che ha preso vita recentemente proprio nella stessa area del Sodo. Intanto sono iniziate anche le operazioni per rendere maggiormente fruibili i siti archeologici di Cortona. Siti che dovranno essere messi in rete e costituire il Parco archeologico che troverà proprio nella zona del Sodo il punto di partenza. A tale scopo è stato inaugurato lo scorso anno un punto ricettivo dove è possibile trovare materiale cartaceo che informa sul percorso da seguire per visitare sia quell’area che altre zone dislocate nel territorio cortonese che raccontano la storia degli etruschi  

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