Le Aziende Territoriali per l'Edilizia Territoriale, un apparato burocratico mangiasoldi e nessuna funzione sociale![]() |
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L'Ater non è in grado di applicare la legislazione antisismica. Che alle case popolari di tutta Italia sia tradizionale una amministrazione barocca
è risaputo ma sappiamo anche che da anni le facoltà italiane di ingegneria stanno
sfornando laureati sulla base di piani di studio che affrontano e risolvono il
problema.
E questo nonostante che destra e centrosinistra abbiano dato il loro contributo per
trasformare i vecchi IACP in enti-imprese di mercato secondo le stesse teorie che
segue Brunetta ascese ormai, nei moderni economisti, a teoria prevalente.
Nella stessa logica dei giuslavoristi socialisti che ambivano coniugare,
arditamente, almeno nelle intenzioni, gli interessi contrapposti di lavoro e
capitale in una logica interclassista che per la DC era solo politica, non tecnica,
e che per il D'Alema-pensiero è superamento della dialettica e della competizione
politica.
Ancora una volta si dimostra che l'impresa snatura l'ente e l'ente snatura l'impresa.
Come nella Talete erede dei consorzi.
Gli enti-imprese o le imprese-enti, a seconda se si parta dal pubblico o dal
privato, si evolvono inesorabilmente in un ibrido nel quale prevalgono gli aspetti
negativi dell'ente, per esempio la burocrazia, e quelli dell'impresa, per esempio la
perdita della dimensione sociale.
Gli Ater hanno in genere una dimensione di media impresa ma una burocrazia e dei
costi dirigenziali e di apparati tecnici superiori di molto a quelli di una grande
impresa.
Si perde la funzione sociale e non si fa profitto significativo. A questo punto sarebbe opportuno scioglierli perché le cooperative di abitazione sono in grado di gestire meglio e con più partecipazione dei soci-inquilini le risorse per l'edilizia popolare con opportuni accorgimenti sulla legislazione riguardanti gli statuti societari differenziando la gestione delle sovvenzioni da quelle delle agevolazioni in cooperative distinte o nell'ambito della stessa cooperativa. Il controllo dei soci si è dimostrato il più efficace e la scelta delle imprese è più diretta e non mediata da procedure burocratiche talora altamente discriminanti anche sotto aspetti di legalità o di illegalità facilmente accessibili nelle gare di appalto che spesso favoriscono anche pericolosi inserimenti di imprese di ambito criminale e mafioso. |

























