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Decreto Legge 14 Settembre 2009
Come volevasi dimostrare: la Talete SpA è stato un tragico errore
L'assenza di cultura giuridica elementare ha giocato un brutto scherzo ai nostri
amministratori.
A Bologna, la “Dotta”, addirittura ora si parla di azionariato popolare ma sempre
SpA è, sempre e ancora Istituto di Diritto Privato.
Ecco cosa dice Marco Bersani del Forum italiano dei movimenti per l'acqua ed
esponente di spicco di Attac Italia: «l'attacco è dunque pesante ma la dimensione
dello stesso credo renda ancor più evidente come l'unica possibilità per i movimenti
e gli enti locali che non vogliano farsi sottrarre l'acqua e il servizio idrico, sia
esattamente la sottrazione dello stesso alla dimensione delle Spa, la
ripubblicizzazione attraverso gli enti strumentali comunali e consortili, la
riappropriazione sociale attraverso la partecipazione popolare. Credo - ha concluso
l'esponente del Forum- che il primo passo sia proprio quello di ottenere dagli enti
locali -titolari del servizio- atti che sottraggano a questa normativa il bene
acqua, dichiarandola bene comune, e il servizio idrico, dichiarandolo "privo di
rilevanza economica" perché colmo di rilevanza sociale, ambientale e culturale».
In sostanza i nostri amministratori passando dai consorzi pubblici ed altre forme di
gestione pubblica alla SpA hanno ?abboccato? al tranello dei liberisti che
evidentemente conoscevano la scarsa o inesistente preparazione giuridica di
amministratori e politici che folgorati dalla mitica SpA hanno fatto la figura degli
scolaretti presuntuosi che abbondano in nozioni ma non in approfondimenti:
sinceramente hanno operato per l'acqua pubblica riversandola in un contenitore
giuridico di diritto privato.
Ma salvare la situazione si può, come indica sia Marco Bersani sia giuristi di
chiara fama dei cui suggerimenti per la “Ripubblicizzazione” dell'acqua e di tutti i
beni e servizi essenziali è pieno il Web.
Sulla stessa linea anche Emilio Molinari del Comitato italiano per un Contratto
mondiale sull'Acqua che in un recente articolo apparso sul quotidiano "Terra" ha
affermato: «Un brutto colpo a freddo il decreto legge approvato dal Consiglio dei
ministri sulle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Un passaggio che chiude
una epoca, preso ancora una volta senza informare i cittadini e coinvolgere i
comuni. Entro il 2011 sarà obbligatorio mettere a gara l'intero Servizio idrico
nazionale e tutti gli addetti ai lavori sanno benissimo che le gare le vinceranno
tutte un cartello di imprese ben definito: Acea - Iride/Enia/ Hera - A2A dentro alle
quali i pacchetti azionari di Suez Lyonnes des Eaux e Veolia la faranno da padroni,
assieme ai Caltagirone, ai Pisante e alle banche. Poteri locali, partecipazione dei
cittadini, democrazia, federalismo... parole...vuote>>.
Da segnalare, a politici ed amministratori in buona fede gli interventi, studi e
testi di Alberto Lucarelli, dell'Univeristà Federico II di Napoli, che affronta la
questione in modo giuridicamente compiuto partendo dalla Costituzione Repubblicana e
da Trattato di Lisbona per approdare, viaggiando nella legislazione comunitaria e
nazionale, a conclusioni giuridiche fondate sulle quali politici ed amministratori
locali possono, se vogliono, ripubblicizzare l'acqua: .
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