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Una copia della celebre stanza dipinta da Raffaello dedicata a Eliodoro. L'originale è in Vaticano, la copia, l'unica di cui si conosce l'esistenza, è stata rinvenuta in un appartamento a Civitavecchia. La storica dell'arte Nicole Dacos non ha dubbi: è una copia d'artista. Secondo la studiosa, una delle massime conoscitrici di Raffaello, è opera dell'incisore Ugo da Carpi, artista noto soprattutto per le sue xilografie.
Le pareti della stanza rinvenuta «Sono disegnate con grande sicurezza, delineando i contorni con un tratto nero, spesso e vigoroso» ha detto Nicole Dacos. In realtà non si tratta di un affresco come in Vaticano ma molto probabilmente di una tempera.
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Questo costituisce un caso unico perchè non esistono altre copie antiche delle Stanze che il genio di Urbino eseguì negli anni tra il 1511 ed il 1514 per l'appartamento del papa Giulio II in Vaticano. La stanza di Eliodoro era destinata a sala di udienze e fu decorata totalmente da Raffaello, sia le pareti che la volta. Ugo da Carpi era famoso come riproduttore: nel 1527, data del Sacco di Roma, aveva seguito il Parmigianino a Bologna ma di lui si conosceva ad oggi una sola opera pittorica, la Veronica, molto mal conservata.
L'affresco, scoperto nel 1972 dal signor Tarcisio, carabiniere in pensione, che insieme alla moglie Teresa vive in quell'appartamento dove la stanza decorata è la loro camera da letto, è avvolto da molti misteri. Nel '500 la stanza era parte di una torre, senza finestre e con tutta probabilità destinata all'uso militare. Attualmente la parete è nascosta da una carta da parati e da una fodera di muro con solo una piccola parte visibile, quella della scena della Messa di Bolsena. Del committente dell'opera non si sa nulla, come del perchè fu chiesto proprio a quell'artista di decorare la parete.
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E' stato proprio il signor Tarcisio il primo restauratore, che quando entrò nell'appartamento comprato per la famiglia, nel 1972, si armò per far emergere l'affresco, ma capì che era qualcosa di più importante di una semplice decorazione. Riuscì a far riemergere ampi frammenti di pitture e sensibilizzò un giornalista della scoperta. Ma non trovando un seguito ai suoi entusiasmi ricoprì tutto con la carta da parati. Fino alla riapertura di oggi
Dal 14 ottobre Civitavecchia è protagonista di cinque giorni di festa per le Celebrazioni dei 500 anni del Forte Michelangelo, fondato da Giulio II. Durante l'evento un Convengo illustrerà l'intera storia del ritrovamento.
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